Emergenza sanitaria ancora in atto, come dimostrano i dati; ma come far a meno di non notare che (fortunatamente) i dati sembrano in netta discesa? A non tenere in considerazione i dati sono forse gli addetti ai lavori dell'hub vaccinale Tupparello di Acireale (sia chiaro organizzato benissimo, assai funzionale e fra i migliori di Catania e provincia grazie al coordinamento del dott. Nuccio Raineri); ma a tutt'oggi, non si è operata alcuna razionalizzazione del personale, nonostante la sempre più evidente diminuzione di "operatività". E sono diversi gli operatori sanitari che hanno segnalato questa anomalia, invocando, allo stesso tempo una veloce ripartizione delle risorse. "C'è una grande sproporzione fra la forza lavoro e l'utenza; è tutto così sproporzionato che sembra ridicolo, ridicolo proprio come il fatto che ancora non si possa ripartire bene l'organico nei vari punti distrettuali in cui, PARADOSSALMENTE, vi è una carenza di personale enorme. Carenza che sarebbe colmata dal dirottamento delle risorse dell'hub attualmente in esubero presso altri ambiti, primo fra tutti l'amministrativo ad esempio...", ci svela un medico sui 40 anni che ci chiede di mantenere l'anonimato. Normale quindi che si lavori, ma sarebbe bene sfruttare l'organico a disposizione per rendere efficiente il servizio non solo al Tupparello, ma anche in quei posti ugualmente importanti e di vitale importanza per gli utenti, dove personale al di sotto del previsto espleta lavori che si potrebbero tranquillamente suddividere con le molteplici forze lavoro a disposizione che, anziché contribuire là dove serve, vengono assegnate in luoghi dove nell'effettivo non vi è ATTUALMENTE necessità. "Molti colleghi non fanno praticamente nulla tutto il giorno, mentre altri si ritrovano a dover sopperire laddove urge davvero un aiuto importante. Si parla di personale impiegato per mezza giornata nelle vaccinazioni, le stesse che quotidianamente si attestano sul centinaio di tutte le età e fino alla quarta dose. Trentasei persone tra amministrativi e informatici che svolgono lo stesso compito, più una ventina di medici. La Direzione avrebbe quindi scelto di impiegare tutte queste risorse in un hub, piuttosto che indirizzarle in altri posti", svela il medico che si è rivolto alla nostra redazione. La richiesta è chiara, niente giri di parole: ottimizzare le risorse disponibili sarebbe quanto di più giusto da fare, peccato però che nulla ancora sia stato fatto. L'intervento della direzione generale dovrebbe essere celere, immediato. Stiamo parlando di una razionalizzazione urgente e di una realtà ai limiti del paradosso, per un risultato bizzarro e sicuramente affatto condiviso da quel personale che si ritrova a dover fare il doppio per chi, invece, è ridotto a far la metà, e forse nemmeno. "Tutto questo non è affatto piacevole. Bisogna fare qualcosa al più presto, anche perché l'hub ha un esubero talmente tale che fra di noi c'è addirittura chi ha il tempo di girarsi i pollici", chiosa il medico 40enne confortato dall'assenso di un collega più anziano. Insomma, una richiesta che forse è più un'esigenza. Chissà quindi se si provvederà a far qualcosa in tempi stretti.









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