Le morti silenziose non fanno rumore, ma fanno male. Tanto male.
Negli ultimi anni stiamo assistendo a una strage silenziosa nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Cancro, infarti, ischemie, tumori rari e tante altre patologie che colpiscono chi ha passato la vita a salvare quella degli altri. Uomini che hanno respirato fumo tossico, maneggiato sostanze pericolose, indossato tute contaminate, senza una vera decontaminazione e senza tutele adeguate.
Queste morti dovrebbero essere riconosciute come malattie professionali. Invece no.
E mentre le famiglie perdono il loro caro, perdono anche la continuità lavorativa e le tutele economiche che meriterebbero. Lasciate sole, nello sconforto più profondo.
Non è più accettabile.
Non è più tollerabile che chi ha rischiato la vita ogni giorno venga abbandonato due volte: prima dal corpo che lo ha consumato, poi dallo Stato che non riconosce il sacrificio.
Chiediamo a gran voce:
•Il riconoscimento immediato di cancro e •malattie cardiovascolari come malattie professionali per i Vigili del Fuoco
•Protocolli seri di decontaminazione
•Sorveglianza sanitaria adeguata
Tutele reali per le famiglie dei colleghi caduti
A tutti i colleghi, alle famiglie delle vittime, ai pompieri che ancora combattono: non siete soli. La FISI è al vostro fianco.
Fate rumore per chi è stato costretto al silenzio. Perché viene emarginato come un appestato solo perché ha un problema di salute. Dobbiamo dire Basta!
La diffusione è un mattone per abbattere il muro dell’indifferenza.
Carmelo Barbagallo
Segretario Nazionale FISI Vigili del Fuoco











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