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Lettera al Direttore
La tutela delle reliquie tra fede, scienza e conservazione
Gentile Direttore,
assisto con profondo rispetto, ma anche con viva preoccupazione di cittadino, alle recenti vicende che hanno interessato le reliquie della nostra Santa Patrona a Catania. Il recente restauro del teschio di Sant'Agata rappresenta un momento di straordinario valore scientifico e devozionale. Tuttavia, le immagini che ritraggono il reperto manipolato a mani nude e sottoposto al contatto diretto durante i gesti di venerazione impongono una riflessione non più rinviabile.
Cosa rischia concretamente un reperto osseo con oltre 1700 anni di storia di fronte a simili pratiche? La risposta non risiede in un formalismo accademico, ma nella chimica e nella biologia della conservazione.
In primo luogo, la manipolazione a mani nude trasferisce sulla matrice porosa dell'osso un mix di sebo, acido lattico e sali minerali. Questi composti organici penetrano nelle microstrutture, irrancidendo nel tempo e causando macchie scure e alterazioni irreversibili.
In secondo luogo, il contatto labiale veicola umidità, microbioma orale ed enzimi. L'umidità crea micro-escursioni igrometriche che sollecitano la superficie dell'osso, mentre i batteri trovano nella componente collagenica residua un terreno di proliferazione. Questo processo rischia di vanificare l'efficacia dei protettivi e dei consolidanti applicati a seguito del lungo e delicato lavoro dei restauratori.
Infine, la fragilità meccanica di un tessuto osseo così antico lo espone al rischio di microfratture invisibili a occhio nudo, causate anche dalla minima pressione fisica esercitata da mani e labbra.
La fede e la tutela del patrimonio non sono in contrasto; al contrario, la conservazione rigorosa è la forma più alta di rispetto verso la storia e il valore simbolico di ciò che veneriamo. Esistono protocolli internazionali consolidati — dall'uso di guanti in nitrile all'impiego di teche protettive in atmosfera controllata — che consentono la venerazione pubblica senza mettere a rischio l'integrità del bene.
Mi auguro che questa mia nota possa contribuire a stimolare una maggiore sensibilità e un dialogo costruttivo tra le autorità preposte alla tutela e la comunità, affinché la devozione continui a camminare di pari passo con la responsabilità della custodia per le generazioni future.
Cordiali saluti (lettera firmata)









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