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«Si continua ad avvelenare l'Oasi e di conseguenza, per effetto delle correnti, anche la Plaia.." afferma e denuncia Mauro Pulvirenti, del Comitato residenti Primosole Beach.
Che aggiunge: "Serve, e non è la prima volta che lo diciamo, il controllo degli sversamenti, di qualunque natura essi siano inclusi quelli derivanti dal depuratore di Pantano d'Arci. I pesci morti, del tipo “muletto cefalo” (pesce azzurro), trovati domenica pesano non meno di 400 grammi ciascuno e ne sono stati rinvenuti tanti esemplari in tutta la baia. Era già successo, ma non avevamo mai visto una cosa simile fino ad oggi, si tratta di una vera e propria strage di pesci».
Pulvirenti parla apertamente di una situazione ormai non più sostenibile. Secondo il comitato, il fenomeno potrebbe essere collegato a sversamenti che finiscono nel canale e successivamente raggiungono il mare e l’area protetta:
Il timore dei residenti è che possano esistere fonti di contaminazione non adeguatamente monitorate, con conseguenze dirette sull’ambiente e sulla biodiversità locale. Le accuse si estendono anche alla gestione complessiva del territorio, ritenuta insufficiente rispetto alla gravità delle problematiche denunciate negli anni.
Tra le questioni sollevate dal comitato emerge quella relativa al depuratore di Pantano d’Arci e al sistema di convogliamento delle acque provenienti dall’area industriale. I residenti chiedono chiarezza sulla natura dei reflui che arrivano all’impianto e sulla sua effettiva capacità di trattare eventuali scarichi diversi da quelli civili. Secondo Pulvirenti, il collegamento tra il canale Arci, la zona industriale e il depuratore merita approfondimenti e verifiche puntuali.
Alessandro Campisi, consigliere della Città Metropolitana di Catania con delega all’Ambiente e alle Aree Protette, ha ammesso di essere a conoscenza della situazione e non esclude la possibilità che l’origine del fenomeno sia riconducibile a fonti di inquinamento non controllate lungo il corso del torrente. Per questo motivo ha annunciato un confronto immediato con i responsabili dell’Oasi del Simeto e con i dirigenti competenti e col coinvolgimento del Comune di Catania.










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