Il diritto alla salute è uno dei diritti inalienabili garantiti dalla nostra costituzione, purtroppo però come dice un famoso detto "Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare". In questo caso tra il dire ed il fare c'è di mezzo la politica, sorda ancora una volta alle problematiche del proprio territorio e dei cittadini che dovrebbe rappresentare. Ad essere al centro della discussione è l'ospedale di Bronte cui criticità sono state messe in risalto e dall'avvocato Giuseppe Gullotta, dell'associazione Aiace (Associazione Italiana Assistenza Consumatore Europeo) che si è fatto paladino di una lotta costante proponendo idee pratiche ed efficaci. La criticità esposta ha luogo nell'inefficienza del pronto soccorso che, essendo oberato dalla molteplicità di codici bianchi, non riesce ad intervenire per i casi di emergenza più gravi. Il problema, più volte analizzato dall'avvocato Gullota, insieme al dottore e sindacalista Salvatore Tirendi, è la posizione poco strategica dei punti di primo intervento. Queste strutture avrebbero il compito di accogliere ed intervenire nei casi di codice bianco, ma data la lontananza dall'ospedale, risultano spesso vuoti ed inattivi. L'aggravarsi della situazione è data inoltre dalla scarsità del personale sanitario in ospedale che quindi non riesce a gestire il carico di lavoro causando stress e depressione tra i medici. Al contrario, nei punti di primo intervento non è necessario che i medici siano specializzati e questo renderebbe più semplice trovare il personale ed organizzare meglio il lavoro. Quale è la soluzione? Spostare i punti di primo intervento in locali adiacenti all'ospedale, questo consentirebbe anche di risparmiare sulle spesa pubbliche distribuendo in maniera più efficienze e strategica le risorse.Nonostante la proposta dell'avvocato Gullotta sia concreta e facilmente realizzabile, dalla politica non sembra arrivare nessuna risposta. La , che ha più volte ricevuto l'avvocato e il dottore Tirendi , si è sempre mostrata per sopperire ai problemi dell'ospedale, ma quando si è trattato di passare ai fatti non c'è stata nessuna risposta. Ora finalmente, una notizia, dichiara Giuseppe Gullotta: "Giovedì 18 maggio è stata depositata la petizione per sostenere il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Bronte. Contestualmente, in difesa della stessa causa e nello specifico, del pronto soccorso abbiamo depositato agli atti della commissione, la richiesta rivolta al Presidente del Consiglio comunale e per conoscenza al Sindaco e ai consiglieri comunali, di , ai Consigli comunali e alle forze politiche e sociali del comprensorio."- "Ora non ci resta che aspettare" aggiunge. La decisione di proporre un consiglio comunale aperto è un segno di speranza per un possibile sviluppo positivo dei fatti, ma purtroppo come aggiunto dallo stesso avvocato, non resta che aspettare. "Bisogna attendere che il consiglio comunale venga accolto e poi vedere chi aderirà alla causa". La domanda che sorge spontanea è il perché di tanta inefficienza e lentezza da parte della politica. L'avvocato Gullotta preferisce non rispondere ed il silenzio in questo caso è una risposta molto eloquente. " ", afferma Gullotta senza aggiungere altro.In sintesi, le soluzioni proposte sono state condivise dai consiglieri comunali ma nessuno ha avuto il coraggio e la volontà di agire. Davanti alla non ci resta che attendere che qualcuno abbia il coraggio di alzarsi ed iniziare ad agire. I cittadini intanto restano ancora una volta da soli, messi in ginocchio dalle istituzioni. Bronte: il deserto sanitario
Convocazione del consiglio comunale aperto...non resta che attendere
commissione regionale della salute
favorevole alla proposta avanzata
convocazione di consiglio comunale aperto ai sindaciPerché le istituzioni non sono ancora intervenute?
Non c'è destra o sinistra quando c'è in gioco la vita delle persone
politica "delle poltrone"










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