Una stagione perfetta. Una stagione d'Eccellenza. Percorso quasi netto per l'Fcd Atletico 1994; una sola sconfitta nel campionato di Promozione, secondo posto in classifica nella stagione regolare, migliore attacco, migliore difesa, un allenatore bravo e pragmatico come Di Maria e una società forte e lungimirante, rappresentata all'apice da un trio formidabile: dal presidente Lorenzo Zaffora, dal vice Giancarlo Napoli e dal direttore sportivo Damiano Proto (alla seconda promozione: una da allenatore e questa da diesse) che qualcuno ha definito anche direttore d'orchestra. E nei playoff - nonostante l'incognita della lunga pausa - è bastato portare a casa (sul campo di Zia Lisa) il pari a reti bianche contro il temibile Gela e nella finalissima, sul neutro di Palazzolo Acreide, vincere col minimo scarto sulla imprevedibile San uPio X, grazie alla stoccata dell'implacabile Fabio Mongelli. Ansia e preoccupazioni che si trasformano in gioia e felicità. Non è stata una bella partita, ma c'era da aspettarselo. Novanta minuti d’attesa che decretano la promozione in Eccellenza dell’Atletico 1994 vincitore dello spareggio contro il Catania San Pio X, giocato domenica allo stadio comunale di Palazzolo Acreide.Partita quasi noiosa, priva di occasioni importanti, dove i portieri non vengono pressoché impegnati. Un lampo è bastato a 10 minuti dalla fine: il gol del capocannoniere Mongelli, con un gran colpo di testa (su assist di Ranno), forse la cosa più della partita. Poi l'Atletico 1994 erge un muro davanti al portiere Vitale e al fischio finale dell'arbitro Zangara di Palermo, è festa per i giallorossoblù: e ci scappa pure qualche lacrima fra un coro a squarciagola e l'altro fra saltello e l'altro. Abbracci e strette di mano a non finire; Di Maria (squalificato) è al centro dei capannelli festosi, insieme al suo vice Di Bella; ma tutti festeggiano, a cominciare dal bomber Mongelli e, a ruota, Vitale, Zagami, Campanella, D'Arrigo, De Carlo, Ranno, Bonaccorsi e Licata; non sono da meno i più giovani come Truscello, Marino, Lippo e Licciardello, Caruso, Gulisano, Florio e Orofino; esultano pure Mazzamuto, Bozzanga e Spartà, oltre al segretario Alessandro Calvino. Ci sono anche Motta e Borzì, che hanno saltato la finalissima perchè squalificati. In tribuna a soffrire pure Ilardi che dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico. Poco distante dal centro dei festeggiamenti, si scorge Salvo D'Arrigo, allenatore della formazione juniores (insieme a Ilardi), che guarda il gruppo festante con gli occhi di un padre felice. Nei pressi del pullman dell'Atletico 1994 il presidente Lorenzo Zaffora (che non sta nella pelle per la felicità) si intrattiene con Franco Proto, invitato "speciale" alla finalissima. Sembra raggiante Franco Proto che non si tira indietro, provando a sbirciare sul futuro: "Credo che la squadra abbia espresso il miglior gioco in assoluto per la categoria: merito indubbiamente del management sportivo della società. L'anno prossimo in Eccellenza sarà allestita una squadra che non deluderà, questo è certo. La mission sarà quella dei giovani, la valorizzazione e il lancio dei talenti nostrani. L'impianto dove giocare? Noi dobbiamo trovare le soluzioni, è l'unica strada percorribile".Spareggio con un solo lampo
Festa grande










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