di Pierluigi Di Rosa (direttore editoriale SudPress) Abbiamo dato una lettura veloce alle 1.041 pagine dell'ordinanza del GIP Simona Ragazzi che ha praticamente confermato l'impianto accusatorio che ha portato all'arresto domiciliare di 4 tra medici e funzionari, 8 richieste di misure cautelari ed altri 5 indagati. Sempre lo stesso giorno e per lo stesso progetto delle “sentinelle” finite dai gendarmi, con delibera 953 viene prorogato anche l'altro contratto secondo gli inquirenti anch'esso oggetto di “raccomandazione”, di cui è destinataria la dottoressa Isabella Pollicina, non indagata, più volte definita come “belissima” nelle intercettazioni. Beata lei, anche se non dovrebbe rientrare tra i requisiti di merito per una specialista otorina.Diciassette nomi tra cui alcuni di spicco della indefinibile “classe dirigente” catanese, che viene da ridere solo a pensarci.
Tra gli arrestati l'esponente di Fratelli d'Italia, ex assessore della giunta Pogliese, quasi candidato sindaco di Catania e primario ospedaliero Pippo Arcidiacono, che alcune testate hanno già definito in rapporti strettissimi con il mondo imprenditoriale ed in particolare con quel gruppo Di Martino che nei giorni scorsi si è ritrovato il suo patron cavaliere Angelo candidato unico alla presidenza di Confindustria Catania, mentre nella Catania politica è noto che big sponsor della candidatura di Arcidiacono e della sua lista era il figlio del prossimo presidente di Confindustria, Davide Di Martino. Circostanza questa che andrà valutata perché rischia di rappresentare un vulnus non indifferente sul nuovo corso di una Confindustria che sinora era riuscita a mantenere una certa distanza dopo i problemi del pesantissimo passato “montanteniano”. Ma su questo torneremo.Intanto restiamo sui colpiti dalla scure giudiziaria
Oltre all'esponente politico di Fratelli d'Italia, pesantemente coinvolto risulta l'Ordine dei Medici di Catania, che ormai da qualche anno non ha pace.Arrestati il vice presidente Nunzio Campagna ed il direttore amministrativo Gesualdo Missale.Con richiesta di interdizione anche il presidente dell'ordine, altro primario, Igo La Mantia ed altri personaggi gravitanti l'ente pubblico come Filippo Di Piazza e Giuseppe Di Rosa.Prima stranezza che ancora non siano intervenuti le autorità competenti per disporre un commissariamento dell'Ordine dei Medici di Catania la cui reputazione è a dir poco compromessa e, soprattutto, la funzionalità dei suoi organi praticamente annullata.Quando si sveglieranno ne daremo notizia, sperando non nominino commissari peggiori dei commissariati, tanto per cambiare.Di tutti questi aspetti, solleticanti, ci occuperemo fra qualche giorno, in particolare sul rapporto con la politica-politicante, considerato che tra gli indagati e destinatari di richieste cautelari ci sono l'ex assessore Antonio Scavone e l'esponente di Fratelli d'Italia Ruggero Razza, anch'egli quasi candidato sindaco e coinvolto nell'inchiesta con i vertici della sua segreteria tecnica e particolare dell'epoca in cui reggeva l'assessorato alla Salute nel governo Musumeci. A fargli compagnia tra gli indagati ci sono infatti Francesco Lo Re, suo segretario particolare, e Daniele Sorelli, capo della segreteria tecnica.Oggi la notizia che si può leggere a latere rispetto al filone principale è che, mentre tutti erano consapevoli di averla combinata grossa, il direttore generale del Policlinico di Catania Gaetano Sirna, pur avendo avuto conferma tramite l'acquisizione di atti da parte dei carabinieri che parecchie cose non quadravano, in data 28 aprile, praticamente lo stesso giorno che scoppiava il macello con l'esecuzione dell'ordinanza del GIP Ragazzi e gli arresti conseguenti, provvedeva a prorogare proprio gli incarichi incriminati. Guarda il caso.E non era la prima volta che venivano prorogati.Si tratta dei contratti relativi all'ormai famigerato “Progetto OSAS Catania Sentinelle della prevenzione”, un titolo quasi comico a giudicare dagli esiti attuali: più che “sentinelle” occorrevano gendarmi, a quanto pare.Il contratto che più si trova citato tra le 1.041 pagine dell'ordinanza è proprio quello relativo alla dottoressa Paola Campagna, figlia del vice presidente dell'ordine dei medici Nunzio finito agli arresti domiciliari ed anch'ella indagata.
Con delibera 952 del 28 aprile, il direttore generale Gaetano Sirna lo proroga per la seconda volta per un importo di oltre 20 mila euro sino al 31 dicembre 2023.
Il direttore generale Sirna, coadiuvato nella deliberazione dal suo staff al completo che controfirma l'atto, delibera la proroga nonostante un passaggio dai carabinieri di piazza Verga la cui attività di acquisizione documentale aveva allarmati tutti i protagonisti.Nonostante la “valenza etica”, le indagini proseguono, il 28 aprile il direttore generale proroga i contratti e lo stesso giorno il GIP Simona Ragazzi firma l'ordinanza con gli arresti e le altre misure cautelari che saranno valutate il 5 maggio all'esito degli interrogatori di garanzia.Ora c'è da vedere se queste delibere di proroga delle “sentinelle” verranno annullate in autotutela o neanche l'arrivo dei gendarmi sarà sufficiente a fermarli, e magari finisce che maturano qualche diritto da legge Madia…










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