Scandalo Cefpas. Il deputato di Forza Italia Gallo avrebbe esercitato la propria influenza sulla maggioranza di governo regionale per garantire la riconferma di Sanfilippo alla guida del Cefpas.
In cambio, il direttore avrebbe assegnato alla moglie del deputato quattro incarichi di consulenza e un contratto a tempo determinato, con promessa di assunzione a tempo indeterminato. Per consentirle di lavorare ad Agrigento sarebbe stato siglato un accordo quadro tra Cefpas e Asp.
La difesa di Riccardo Gallo, deputato regionale forzista, con gli avvocati Luigi Troja e Lillo Fiorello, è orientata a chiedere un rinvio per esaminare meglio la voluminosa documentazione.
Otto le persone coinvolte: oltre a Gallo e Capodieci, Roberto Sanfilippo, direttore del Cefpas; Gioacchino Pontillo, esperto giuridico amministrativo dell'ente; Maria Luisa Zoda, funzionaria del Cefpas; Salvatore Enrico Giambelluca, medico in quiescenza; Pietro Tirone, legale rappresentante della Sice, e Vincenzo Raitano, 67 anni, funzionario regionale in pensione.
A firmare quell'accordo, secondo la Procura, anche Capodieci, che in cambio avrebbe ottenuto il sostegno politico di Gallo per la nomina a direttore generale dell'Asp di Agrigento e per il mantenimento del ruolo.
La Procura ha chiesto il carcere per Gallo, Sanfilippo e Pontillo. Per Capodieci, Raitano, Tirone, Giambelluca e Zoda sono stati chiesti i domiciliari.
Casting con le ragazze ?
Emergono nuovi particolari e retroscena dalle carte dell'inchiesta “Corte dei Miracoli” della Procura di Caltanissetta che ha nella gestione dell'ente regionale Cefpas e nella presunta ingerenza del deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto il proprio epicentro. Dalle intercettazioni ambientali emerge che il potente politico agrigentino, per incarichi e consulenze, avrebbe scelto le donne in base al loro aspetto fisico scartando quelle fidanzate e proponendo mansioni al Cefpas e all'ASP di Agrigento in cambio, per così dire, di servizi di accompagnamento. Secondo i pm nisseni, i contratti pubblici sarebbero stati condizionati alla disponibilità sessuale e di tempo delle dirette interessate.
I compensi delle ragazze disponibili ad accompagnare Gallo nei suoi impegni, insomma, sarebbero stati coperti con denaro pubblico e contratti fittizi che i magistrati stanno vivisezionando. “Vidi ca chista è bona”, “Puru graziusa ni servi compà, tutti cosi ava aviri”, “beddru me, di chi ha bisognu”: sarebbero state soltanto alcune delle frasi captate dalle cimici degli inquirenti attive da mesi. Non solo, quindi, le accuse di corruzione, favoritismi, raccomandazioni, appalti pilotati, scambi di favori controversi e assunzioni di comodo, ma anche un presunto giro di ragazze selezione ad hoc e a disposizione dell'uomo politico, che gli sarebbero state procacciate da Livio Facciponte, fotografo e coordinatore cittadino di Forza Italia Giovani a Canicattì. Il parlamentare regionale forzista avrebbe istruito il suo fidato collaboratore per fare proposte oscene alle ragazze più carine. Facciponte, che non è indagato, si è già difeso smentendo tutto, parlando di “calunnie” e di “ricostruzioni fantascientifiche”. Stando agli inquirenti, però, il casting sarebbe andato avanti in modo incessante e, a volte, andava male ai proponenti come quando una delle ragazze avrebbe detto ai politici: “il mio fidanzato è nelle forze dell'ordine” e nessuno più la disturbò.
Una vera e propria strategia che sarebbe stata utile ad avere tutti dalla propria parte e a garantire la conferma dei vertici apicali del Cefpas. L'inchiesta, se le accuse fossero confermate, rischia di demolire e mandare gambe all'aria le sezioni di Forza Italia di Agrigento, Caltanissetta e Canicattì. 12, al momento, i soggetti iscritti nel registro degli indagati, ma non è escluso che l'indagine possa allargarsi ulteriormente a macchia d'olio.










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