Riceviamo e pubblichiamo la nota di Ernesto Abate, segretario regionale Sifus.
"Lo stratega Sammartino, Luca per gli amici, è il vice presidente della Regione Sicilia, nonché assessore regionale all’agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea, in questa legislatura. Diciamo anche che è un grande illusionista dei numeri.
In questa legislatura infatti, abbiamo assistito a due proclami relativi ad una ipotetica riforma del settore. Si sarebbe promesso di passare dagli attuali 11 Consorzi di Bonifica mandatari senza rappresentanza in fase di transito a due Consorzi - Sicilia orientale e Sicilia occidentale - a quattro nascenti Consorzi di Bonifica Sicilia nord orientale, sud orientale, nord occidentale e sud occidentale. Tuttavia la prima proposta è stata impallinata al terzo articolo, durante la discussione in Aula all’Ars.
La seconda proposta, invece, promette di diventare frutto del dialogo con il Parlamento, ma ad oggi è ancora ferma alla proclamazione e niente di più.
E come se non bastasse, nella giornata di ieri sono stati dati altri numeri durante un incontro che si è tenuto nella sede della Sicilia orientale ed in cui erano presenti i massimi vertici del Consorzio di Bonifica della Sicilia orientale e quelli dei sindacati “riconosciuti con la firma del ccnl”. Il Sifus che è un sindacato di base non è stato ancora convocato e per noi è un punto di forza che ci permetterà di valutare il silenzio di ventiquattro ore da parte di quei sindacati che pur potendo dire qualcosa, preferiscono non proferire parola.
Noi siamo bravi e non terremo il bavaglio rispetto a queste mostruosità, tuttavia ci limitiamo a parlare di quei numeri che riguardano Catania, promettendo che a breve parleremo anche degli altri rimanenti 10 Consorzi di Bonifica.
Anticipiamo solo qualche numero prima di vuotare il sacco.
Secondo il grande progetto di Sammartino, per il rilancio di questi Enti che sono strumento essenziale per l’agrosistema, occorre rafforzare i POV - Piano di Organizzazione Variabile - per cui a Catania non ci saranno più 279 unità lavorative (comprendendo dal direttore generale fino all’usciere o all’operaio apprendista), bensì 404 unità lavorative.
Ciò che è inverosimile non è tanto il numero totale di una riorganizzazione, ma il fatto che delle 125 unità lavorative in più, solamente 36 configurerebbero tra la forza lavoro operaia.
La cosa più terrificante è l’aumento di 89 unità lavorative tra nuovi capi settore, impiegati direttivi, impiegati di concetto, impiegati esecutivi ed ausiliari che si aggiungerebbero agli attuali 112 dipendenti d’ufficio, facendo lievitare il numero di impiegati fino a 229 unità lavorative, contro gli appena 175 operai. Una abnormità!
Una domanda però nasce spontanea: A cosa serve far nascere un “settore concessioni” che oggi sviluppa una pratica l’anno e tiene in piedi 23 persone??????
Di questo ed altro ne parleremo nel corso di una intervista su Sicrapress che si terrà a breve"
Segr gen reg Ernesto Abate










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