Sembra un film ma non lo è, di conseguenza sale la preoccupazione. A bordo, con ogni probabilità, ci sarebbe un carico di 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. A bordo non c’è nessuno. E si è inclinata di circa 30 gradi.
Parliamo della metaniera che vaga nel Mediterraneo.
I danni causati dai droni che l’hanno colpita, mentre navigava a nord del Golfo di Sirte, ne hanno danneggiato struttura e stabilità.
E vaga, alla deriva, sospinta dai venti e dalle correnti, come detto, nel Canale di Sicilia. Si era avvicinata a Linosa, ora sembra puntare verso Malta.
Ma al cambiare delle condizioni del mare, potrebbe mutare anche la sua direzione. Ed è una bomba al
momento inesplosa contro l'ambiente.
A distanza di dieci giorni la petroliera russa Arctic Metagaz (277 metri) rischia il rovesciamento del carico e l'allarme è arrivato anche a Palazzo Chigi.
L’alert riguarda il rischio inquinamento qualora dovesse rovesciarsi o colare a picco.
Mezzi della Marina militare italiana – un rimorchiatore e, se dovesse servire, un mezzo antinquinamento – restano vicini al relitto alla deriva pronti a intervenire, nel tratto di mare fra le isole Pelagie e Malta, soltanto in caso d’emergenza.










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