
Catania, Mimmo Toscano da confermare? Società presente in questo frangente così delicato?
Ecco il pensiero di Mario Conti e Luca Allegra, dopo il pareggio casalingo contro la Casertana; in realtà il Catania dice addio virtualmente al primo posto, lontano 12 punti, e rischia di dover fare i conti con l’ennesima stagione in Serie C (dall’anno 15/16) se non vincerà i playoff.
La stagione della Serie C non è ancora finita: in realtà mancano 2 mesi ai playoff e i presupposti per affrontarli non sono dei migliori, soprattutto a detta di Mario Conti di Radio Free Tibet e Luca Allegra, opinionista e scrittore di “Le Iene siciliane” ospiti della nostra trasmissione Salastampa condotta dal direttore di SicraPress Umberto Teghini, per la scrittura di regia di Lucy Gullotta.
I temi affrontati sono stati molti, e non si può non partire dal tecnico Toscano, che sembra non avere il sicuro controllo del timone di una nave, quella del Catania, che da gennaio non mostra autorevolezza e risultati credibili, scivolando a - 12 dal Benevento a 7 turni dalla fine.
Mario Conti non va per il sottile:
“Sono arrabbiato perché dopo Cavese e Monopoli, che abbiamo vinto fortunosamente nonostante i punteggi, mi dicevano che l’importante era solo il risultato finale: oggi tutti criticano Toscano. Dal + 5 di gennaio sul Benevento al -12 di oggi, abbiamo perso 17 punti, possono essere sempre l’arbitro e la sfortuna le cause? Occorrerebbe fare una lucida analisi per non gettare alle ortiche l'ennesima stagione. E se dico questo, non sono di certo disfattista: ma uno che guarda in faccia alla realtà…".
E sul gioco offensivo molto carente del tecnico calabrese aggiunge: “Cicerelli faceva il centrocampista di contenimento, quasi terzino; Bruzzaniti è il nuovo D’Andrea: non capisco come si fa a non creare occasioni da rete contro la Casertana. Anche quando vincevamo non ero mai soddisfatto del gioco della squadra, che vanta tantissimi giocatori offensivi forti. Io saluterei Toscano: avresti 7 settimane + 20 giorni per entrare in gioco nei playoff per dare identità di gioco alla squadra e soprattutto morale, smalto ed entusiasmo”.
E sono della stessa idea molti tifosi intercettati fuori dallo stadio Massimino dopo la partita di lunedì 8con il sondaggio realizzato dalla nostra redazione). È di idea contraria invece, Luca Allegra, che ritiene la squadra troppo legata ai dogmi toscaniani per cambiare a pochi mesi dalla fine della stagione: “sarebbe un rischio, si potrebbero perdere le poche certezze acquisite”, sottolinea con una smorfia.
Toscano lunedì sera in sala stampa non era tranquillo, lo si vedeva lontano un miglio, durante la conferenza post-partita; motivo per cui sarebbe stato meglio forse mandare un dirigente a parlare con i giornalisti, per non lasciare solo il tecnico ed eventualmente confermarlo. Toscano, peraltro, ha ripetuto le stesse frasi di circostanza: “Nulla da rimproverare ai miei giocatori, la prestazione c'è stata, è mancato solo il gol. E siamo stati bavi a non far tirare in porta la Casertana…”.
Peraltro non è un mistero che la società etnea a febbraio, ha incontrato prima della doppia trasferta di Salerno e Benevento, Fabio Caserta, che proprio ieri stato ufficializzato all’Empoli. Insomma la guida tecnica del Catania è tutt'ora messa in dubbio; lunedì sera dopo lo scialbo pari con la Casertana, il presidente Pelligra e il vice Grella, hanno parlotatto a lungo nel box riservato dello stadio, proprio sopra la tribuna stampa.
In merito a questo Luca Allegra non ha peli sulla lingua: “La società è gestita come una bottega, l’amministratore delegato non ama circondarsi di persone con un profilo importante. Società solo ricca di euro”. E aggiunge, parlando di mercato: "Il diesse Pastore era un collaboratore di Faggiano: non ha le caratteristiche per fare il direttore sportivo, tanto per intenderci non è un Pietro Lo Monaco, in più non mi sembra che la figura di Zarbano sia stata fondamentale; anzi, mi è stato detto, e uso il condizionale, che alcune sue iniziative non sarebbero state ascoltate o comunque portate a termine”.
Il mercato di gennaio è stato criticato perchè in realtà non ha portato benefici alla squadra: principalmente per la mancanza dell’acquisto di un centrocampista di qualità o di un pensatore di gioco, mentre l'esterno d'attacco Bruzzaniti, arrivato come il sostituto dell’infortunato Cicerelli, ha totalizzato solo 371 minuti in 11 partite, di cui solo due gare partendo da titolare.
Le cose sono due: o spendere la stessa cifra per un altro giocatore, il centrocampista di qualità appunto, e rimanere comunque con una trequarti ricca di giocatori impattanti, oppure, una volta preso il giocatore, metterlo al centro del progetto dandogli più chance di giocare; Toscano ha chiesto tempo per farlo ambientare, ma se così fosse nessun acquisto di gennaio avrebbe senso. Bruzzaniti così facendo ha poche occasioni per mettere in mostra il suo valore, con la pressione che in caso di partita insufficiente come lunedì, potrebbe non vedere più il campo da titolare per un pò.
A Salastampa si è parlato di gol. In attacco resta inevitabile la questione Caturano, arrivato come probabile titolare ma con solo due gol a referto e una forma fisica molto discutibile, Mario Conti commenta: “A Caturano cosa possiamo chiedere di più? Ieri ha avuto solo un’occasione, e nessun attaccante di Serie C segna con una sola un’occasione, gioca a troppi metri di distanza dalla porta”.
Luca Allegra non è d'accordo: “Se sei bravo, devi sfruttarla quell'occasione doro e sullo 0-0 a pochi minuti dalla fine, anche perchè Caturano ha colpito la palla a due metri dalla porta”.
Toccato anche l'argomento relativo alla città, alle possibili distrazioni per i giocatori, così come avvenuto in passato.
Si è parlato anche della stampa, delle spesso “ossequiose” domande rivolte agli addetti ai lavori.
Da segnalare le numerose interazioni social con la trasmissione Salastampa, qualcuno ha invocato l'ingaggio di Pasquale Marino e Attilio Tesser, altri hanno manifestato preoccupazione per i playoff dopo maver analizzato il noioso match con la Casertana e conti alla mano, l'imbarazzante cammino delle ultime 8 partite dove il Catania ha conquistato appena 10 punti, facendo scappare verso la Serie B un Benevento che tecnicamente non è assolutamente superiore ai rossazzurri, nonostante quel macigno di 12 punti di vantaggio.
Ribadito in fine che per il Catannia il campionato non è finito: c'è da difendere a tutti i costi il secondo posto dal ritorno del Cosenza (a meno 5 dagli etnei) e domenica ad Altamura occorrerà dare un forte segnale ai naviganti con una vittoria


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