Il governo regionale è di nuovo nella bufera dopo l'inchiesta che ha portato all'arresto di Giancarlo Teresi, dirigente del dipartimento Infrastrutture marittime e portuali, e che vede indagato anche il neo direttore generale del Policlinico di Messina ed ex deputato europeo Salvatore Iacolino (nella foto con Renato Shifani) per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata.
Secondo i magistrati della Dda di Palermo, guidati dal procuratore Maurizio de Lucia, il manager Iacolino avrebbe messo a disposizione del boss di Favara, suo compaesano, Carmelo Vetro, già condannato per associazione mafiosa, l’influenza e la rete di relazioni costruite grazie al suo ruolo.
Sono finiti in manette sia Vetro che un importante dirigente regionale, Giancarlo Teresi. Quest’ultimo, peraltro, già finito in cella per corruzione 6 anni fa e ancora sotto processo, ritenuto “indispensabile” dai vertici amministrativi regionali tanto da continuare a rivestire ruoli di vertice oltre l’età pensionabile.
Dalle indagini emerge come ben due direttori generali dei dipartimenti inquadrati nell’assessorato Infrastrutture, Salvatore Lizzio e Duilio Alongi, hanno sollecitato Teresi a presentare la domanda per la permanenza in servizio.
Conferenza stampa delle opposizioni
“La notizia dell’indagine che coinvolge Iacolino e che ha portato finanche all’arresto di un dirigente regionale, il tutto con l’ombra della mafia, apre scenari inquietanti", dichiarano in una nota congiunta Pd, M5S, Controcorrente, Avs, Italia Viva, Progetto Civico Italia, spazio Civico, Psi, +Europa e Più Uno, i partiti di opposizione all'Ars, che hanno convocato per domani (11 marzo, ndr) alle 9.45 una conferenza stampa all'Ars, “per chiedere che questo governo indecente vada a casa”.


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