Il sindaco di Messina Federico Basile ha depositato le sue dimissioni, che sono state protocollate questa mattina, al termine della conferenza stampa con cui ha annunciato la sua decisione.
“Ci devono essere le condizioni per un’agibilità politica – ha spiegato Basile – Sono stato eletto con 20 consiglieri su 32, adesso, dopo meno di quattro anni, ne abbiamo 13. Sette consiglieri, per logiche nazionali o interessi personali, hanno fatto una scelta per cui tutto quello che hanno detto in campagna elettorale non andava più bene. Questo fa venire meno quella solidità che fa venire meno l’azione amministrativa e la serenità. Io credo di avere sopportato troppo e questo non mi consente di fare quel salto di qualità. Potrei continuare a fare il sindaco, magari con un accordo politico col centrodestra o col centrosinistra, ma questo servirebbe a me, non alla città. Meglio fermarsi per tre mesi che lasciare la città in minoranza. Deve esserci un cambio di passo, e per questo mi sto ricandidando a guidare la città”.
Da oggi partono i 20 giorni in cui il primo cittadino può retrocedere dalla sua decisione senza alcun tipo di conseguenza.
Trascorsi questi, e confermate le dimissioni, si avrà la decadenza di sindaco, giunta, e teoricamente di tutte le nomine fiduciarie, fino all’insediamento di un commissario, che traghetterà il comune, occupandosi dell’ordinaria amministrazione, fino alle nuove elezioni che dovrebbero tenersi nella tarda primavera.
Federico Basile, che del comune di Messina è stato revisore dei conti durante l’amministrazione di Renato Accorinti e direttore generale sotto Cateno De Luca, rimasto in carica tre anni e otto mesi, è il secondo sindaco consecutivo a dimettersi: prima di lui, nel febbraio 2022, la stessa cosa l’aveva fatta il suo leader di partito Cateno De Luca. Insomma, una strategia elettorale a discapito della comunità e del territorio.










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