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La 4SpaSport di Salvo e Aurelio Scebba è pronta ad affrontare la nuova stagione agonistica di nuoto paralimpico. Pronta per raggiungere traguardi importanti, non solo a livello personale, ma anche come squadra. Domenica 8 febbraio si comincia con le gare a Paternò. Conosciamo i quattro assi della 4SpaSport, profilo per profilo.
Denise Fresta
Denise nasce a Catania nel 1996 ed è un’atleta paralimpica italiana.
Dalla stagione agonistica 2023 fa parte della squadra 4Spa Sport, una realtà che ha creduto in lei e nel suo percorso sportivo.
Denise nasce con artrogriposi multipla congenita, una patologia che comporta il blocco delle articolazioni. I primi anni della sua vita non sono stati semplici: vedere i coetanei correre e giocare la faceva sentire diversa. Fondamentale è stato il ruolo della sua famiglia, vero pilastro del suo percorso umano e sportivo, che l’ha sempre sostenuta aiutandola ad accettare la sua disabilità e a trasformarla in forza.
Il rapporto con l’acqua nasce sin dai primi mesi di vita, grazie al mare. È stato amore a prima vista: in acqua Denise si sentiva libera, capace di muoversi senza limiti, come se la disabilità si annullasse. Tra i 4 e i 6 anni inizia a nuotare in piscina, ma è costretta a interrompere a causa delle barriere architettoniche presenti nella struttura.
La svolta arriva quando, quasi per caso, suo padre scopre la presenza di un sollevatore nella piscina comunale di Nesima, che viene rimesso in funzione. Da quel momento Denise torna in acqua senza esitazioni e ha inizio il suo percorso agonistico.
Dal 2013 è atleta di nuoto paralimpico. Fin dalle prime partecipazioni ai Campionati Regionali e Italiani ottiene risultati di grande rilievo: numerosi record italiani assoluti e medaglie d’oro nelle distanze dei 50 metri stile libero, dorso e rana, 150 metri misti, 100 e 200 metri stile libero.
Nel 2020 affronta una nuova e impegnativa sfida partecipando al Campionato Italiano di nuoto in acque libere, esperienza che negli anni la porta a conquistare il titolo di Campionessa Italiana anche in questa disciplina.
Tra le emozioni più forti della sua carriera c’è la realizzazione di un sogno coltivato fin da bambina: la traversata dello Stretto di Messina, portata a termine per la prima volta nel 2023 grazie al supporto della 4Spa Sport, e ripetuta altre due volte nel 2025.
I successi di Denise sono il risultato di lavoro duro, costanza, perseveranza e sacrifici, ma anche del supporto di un grande team: la sua famiglia, i tecnici che l’hanno seguita nel tempo, Mariagrazia Fiamingo e negli ultimi due anni Daniele Sangiorgi, il Direttore Tecnico Salvo Scebba, i compagni di squadra e gli amici che credono in lei e la spingono a migliorarsi ogni giorno.
Per Denise lo sport è vita. Nei momenti di difficoltà personali e familiari è sempre stato il suo punto di riferimento, uno strumento per superare gli ostacoli e guardare avanti.
Oltre al nuoto, dal 2018 pratica anche pesistica paralimpica, disciplina nella quale ha ottenuto importanti risultati con medaglie d’oro e d’argento nella categoria 61 kg.
A livello amatoriale ha sperimentato numerosi sport, tra cui acquathlon, tiro con l’arco, tiro a segno, vela, subacquea e atletica leggera. Esperienze che hanno arricchito il suo percorso, anche se il nuoto resta la sua più grande priorità e la sua vera casa.
Cristina Albicini
Cristina Albicini è un’atleta paralimpica italiana, pluricampionessa assoluta nel nuoto in acque libere e recordwoman italiana dei 400 e 800 metri stile libero nella categoria S12. Ipovedente dalla nascita a causa di una rara e grave patologia oculare degenerativa, Cristina ha trasformato una condizione di progressiva perdita della vista in una straordinaria forza sportiva e umana.
Da qualche anno Cristina combatte farmacologicamente una forma insidiosa di leucemia senza mai abbassare la guardia, a fronte alta e schiena dritta.
Nata e residente a San Bonifacio (Verona), è tesserata per la 4SPA SPORT, con la quale ha intrapreso un’esperienza sportiva nuova e profondamente innovativa nel nuoto in acque libere per atleti non vedenti.
Percorso personale e formativo
Cristina ha lavorato come impiegata presso il Comune di San Bonifacio e ha conseguito il diploma per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia. Tuttavia, l’aggravarsi della sua disabilità visiva le ha impedito di intraprendere questa carriera professionale. La sua vita è stata comunque segnata da una forte spinta verso il sociale: prima dell’attività agonistica ha svolto un periodo di volontariato in Africa, esperienza che ha contribuito a rafforzare il suo carattere e la sua determinazione.
L’inizio dell’attività agonistica paralimpica
Nel 2005, Cristina scopre la possibilità di praticare sport agonistico paralimpico. È un momento decisivo: come lei stessa racconta, “si è accesa una fiamma luminosa”. Da allora inizia un lungo e intenso cammino sportivo all’interno della FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico).
Nel corso degli anni ha nuotato per diverse società, tra cui Verona, Brescia e Palermo, costruendo passo dopo passo una carriera di altissimo livello, fatta di sacrifici, allenamenti quotidiani e risultati prestigiosi.
Acque libere e nuova libertà
L’approdo alla 4SPA SPORT segna una svolta fondamentale. Con Salvo Scebba, allenatore ed esperto nuotatore di mare, Cristina vive un’esperienza mai provata prima: nelle acque dello Stretto di Messina non è più legata al suo cordino imposto dalla federazione, ma può nuotare in piena libertà, guidata dalla voce e da lievi tocchi di Salvo che le indicano la rotta migliore. Un modo di nuotare che le restituisce autonomia, fiducia e un senso profondo di libertà.
Vita quotidiana e allenamenti
Cristina vive oggi da sola a San Bonifacio, dopo la perdita della madre avvenuta alcuni anni fa. Il fratello Fabrizio è un riferimento sicuro ma Cristina ha imparato a gestire in autonomia la maggior parte degli aspetti della vita quotidiana: la casa, la spesa, gli spostamenti, l’organizzazione delle giornate.
La sua routine è estremamente impegnativa. Si allena sei giorni su sette, spesso aggiungendo anche la domenica, con sessioni che possono durare due o due ore e mezza. Tre volte a settimana abbina la piscina al lavoro in palestra, fondamentale per proteggere le spalle, segnate da oltre vent’anni di nuoto agonistico e da alcune lesioni, seguite con il supporto dei fisioterapisti.
Gli allenamenti si svolgono a Verona, raggiunta ogni giorno con oltre un’ora di treno, seguita dagli spostamenti in autobus. Nei giorni più intensi, Cristina inizia l’allenamento “a secco” alle 11:30, prosegue e nel primo pomeriggio entra in acqua per macinare chilometri su chilometri. Il rientro a casa avviene spesso solo in serata, dopo altre due ore di viaggio.
È una vita dura, faticosa, ma profondamente scelta.
Una campionessa dentro e fuori dall’acqua.
Cristina Albicini non è solo una campionessa per i titoli conquistati e i record stabiliti, ma per il messaggio che incarna ogni giorno: la possibilità di costruire autonomia, eccellenza e libertà anche partendo da una grave disabilità.
Come lei stessa afferma: “È dura, ma non cambierei la mia vita.”
Aldo Salvatore Gioia
Aldo Salvatore Gioia è il capitano della formazione del gruppo SCEBBANUOTO che tenterà la conquista del titolo italiano di Società.
Aldo Salvatore GIOIA, classe '66, è un atleta paralimpico tesserato per la 4SPA SPORT.
Specializzato nel nuoto paralimpico, categoria S5, è tra gli atleti più attivi e rappresentativi del panorama regionale e nazionale.
Vanta numerosi titoli di campione regionale ed è vice campione italiano di società, sia in piscina sia in acque libere, con particolare eccellenza nella distanza dei 1500 metri.
La sua carriera sportiva è il risultato di una straordinaria resilienza:
Aldo ha saputo trasformare la disabilità in eccellenza, facendo dello sport uno strumento di rinascita personale e agonistica.
Nel maggio del 1999 gli viene diagnosticata la Sclerosi Multipla, un evento che segna profondamente la sua vita, portando con sé shock, paura e smarrimento.
Da quel momento cambiano le priorità e la visione del futuro, ma non la voglia di reagire. Come racconta lui stesso, il segreto è non isolarsi, circondarsi delle persone giuste, affidarsi all’amore della famiglia e degli amici e chiedere aiuto quando serve.
Fondamentale nel suo percorso è stato il sostegno della famiglia e dei fratelli, pilastri nei momenti più difficili, ai quali Aldo riconosce un debito enorme. Accanto a loro, lo sport: allenatori, dirigenti, compagni di squadra, allenamenti e trasferte hanno contribuito a costruire una nuova quotidianità fatta di impegno e passione.
Dopo la diagnosi, Aldo ha continuato a coltivare la sua passione per la subacquea e la vela, dimostrando che è sempre possibile reinventarsi.
La subacquea, in particolare, gli ha offerto una straordinaria sensazione di libertà e riabilitazione, annullando la gravità e le differenze con i normodotati.
La vela, attività che coltiva anche con la 4SPASPORT, gli ha regalato il contatto profondo con gli elementi della natura.
Infine, il nuoto, vissuto oggi come parte integrante della grande famiglia della 4SPA Sport, rappresenta per Aldo non solo competizione e risultati, ma anche benessere, forza, prevenzione e motivazione quotidiana.
Rosario Patanè
Rosario Sarò Patanè, detto “Oceanman”
Nasce ad Acireale il 20 gennaio 1972. Oggi ha 54 anni ed è un atleta paralimpico, posturologo, fisioterapista e allenatore. Ma prima ancora è un uomo che ha imparato a ricostruirsi da zero, fisicamente e psicologicamente, senza mai smettere di guardare avanti.
A 21 anni la sua vita viene improvvisamente stravolta da una diagnosi durissima: osteosarcoma, un tumore aggressivo che lo costringe all’amputazione. Inizia così un percorso che non è solo medico, ma profondamente umano. Rosario racconta di aver dovuto “imparare di nuovo tutto”: stare in equilibrio, guardare il mondo dal basso verso l’alto lui che è un gigante alto due metri, accettare di restare indietro, camminare con le stampelle. Ma soprattutto, imparare che la vita non finisce mai se si continua a guardare in avanti.
In quel momento la vera fede non ha un nome astratto: si chiama mamma e sorella. Sono loro il primo pilastro emotivo. Poi arrivano gli amici, e anche persone sconosciute che col tempo diventano famiglia. Una rete umana che gli permette di non crollare e di ricostruire, passo dopo passo, la propria identità.
Lo sport, inizialmente, non è un rifugio ma una ferita aperta. Rosario era uno sportivo vero già prima della malattia: praticava basket, corsa, pesi, full contact e thai boxe. Per questo la riabilitazione è anche uno shock psicologico. Se per molti la terapia porta allo sport, per chi è sempre stato atleta il ritorno è un dolore doppio: fisico e mentale. Ricostruirsi significa accettare una nuova misura di sé, senza smettere di pretendere il massimo.
Col tempo, però, lo sport torna a essere alleato e diventa strumento di rinascita. Rosario si afferma come atleta paralimpico nel para powerlifting, specialità distensione su panca nelle competizioni della Federazione Italiana Pesistica (FIPE).
I risultati parlano di costanza e sacrificio:
Campionati Italiani Assoluti 2024: sollevamento valido di 106 kg, 3° posto di categoria.
Campionati Italiani Assoluti 2025: 110 kg nella categoria Master 50 (88 kg), 4° posto assoluto.
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Accanto alla pesistica, Rosario pratica anche nuoto paralimpico, disciplina che integra nel suo percorso atletico per mantenere mobilità, equilibrio e resistenza, incarnando una visione multidisciplinare dello sport.
Parallelamente all’attività agonistica, Rosario è un professionista del benessere, dona salute e benessere a persone di tutte le età. Come posturologo e fisioterapista, unisce esperienza personale e competenze tecniche in fisiologia, anatomia, nutrizione sportiva e integrazione alimentare. Condivide il suo approccio anche online, attraverso progetti e profili social dedicati alla salute e allo stile di vita attivo, spesso sotto i nomi “Rosario Benessere” e “Alimentazione Online”.
Il soprannome “Oceanman” non è casuale: come l’oceano, Rosario ha conosciuto tempeste profonde, ma ha imparato a non fermarsi mai. La sua storia non è solo quella di un atleta paralimpico, ma di un uomo che ha trasformato il dolore in forza, la perdita in consapevolezza e il limite in direzione.













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