di Alfio Franco Vinci
Forse non tutti conoscono l’etimologia della parola ASSASSINO.
Deriva dall’arabo e significa letteralmente fumatore/consumatore di hashsish.
Era infatti usanza in una setta musulmana “ fare il pieno “ di hashish,quale rito propiziatorio per la riuscita dell’impresa,prima di compiere omicidi politici/ religiosi, sotto la guida “ del vecchio della montagna “, il mitico Hasan-I Sabbah , che ci riporta alla narrazione di Marco Polo, che ritenevo solo fantasiosa, mentre è tristemente vera ed attuale.
Il termine approdo ‘ in Europa con i racconti dei reduci delle crociate, che narravano di questi “ assassini”
Incontenibili, se non con la morte.
L’uso ed il consumo di hasish, così come quello di oppio, portato dai primi “ immigrati “, pian piano si diffuse e, per certi versi, assoggettò gli occidentali.
Una sorta di nemesi della “ Graecia capta”che “ feram Roma cepit “
Purtroppo però, mentre ai tempi dei crociati a contrastare l’onda assassina c’era un occidente compatto e deciso a combattere, oggi , rispetto a tali fenomeni, compresi quelli scoperti da pochi giorni , non solo non opponiamo nulla di serio, ma organizziamo schiere di PROPAL, PROGAZA, moschee che spuntano come i funghi dopo la pioggia, e migliaia di scalmanati, che non saprebbero nemmeno cercare nel mappamondo dov’è la Palestina, che rivoltano una nazione come calzino.
Tutto ciò, mentre si scopre che gli assassini di Hamas della strage
Del 7 ottobre,erano stati imbottiti di CAPTAGON,la “ droga del jihad”, già rinvenuta negli attentatori del Bataclan, vera e propria tecnica di induzione all’obbedienza stragista.
Anche la preoccupante diffusione del porto, e dell’uso, dí coltello, ha origini non certo occidentali;
Esso , nei vari formati, il più famoso lo JAMBIYA, simboleggia la forza e, dall’adolescenza in poi, ciascun maschio, deve portarlo per tutta la vita.
Il recente disegno di legge, annacquato nei tempi rispetto al Decreto Legge, che avrebbe dato una risposta immediata alla gente, prevede, per contrastare il fenomeno dei coltelli a scuola, che:
su iniziativa del Preside, che non potrà non consultare il Consiglio d’Istituto;
Che fa istanza al Prefetto;
Che deve riunire il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Affinché possa “ valutare “ l’utilizzo di un metal detector all’ingresso della scuola.
Come dire:
Gogna e rischi per il Preside;
Anche se accolta la richiesta, di fatto inefficace, perché manca l’effetto sorpresa.
Un metal detector si noleggia e si installa in poche ore e con pochi soldi.
Perché questo ennesimo UCASE (ufficio complicazioni affari semplici)?
Forse un malcelato “ Vorrei ma non posso “?
Mi piacerebbe tanto, se c’è veramente, che il Governo battesse un colpo.










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