Orazio Vasta
I danni e i dolori che ha causato il ciclone Harry in Sicilia sono palesemente silenzionati dalla politica nazionale e dai mass media nazionali. A questo silenzionamento di stampo colonialista e razzista reagisce Delia Buglisi, la giovane cantante di Paterno' che nel giro di pochi mesi e' diventa una sorta di simbolo rivoluzionario per la Sicilia che non vuole abbandonare la Trinakria, grazie alla sua scelta di portare in scena la lingua siciliana con la più autentica musica cantautorale.
Scrive Dalia nella sua pagina Facebook: "Il silenzio che s’è steso su quanto accaduto in Sicilia, in Calabria, in Sardegna, mi ha fatto più paura del mare in furia che ha strappato via pezzi di terra e di vita.
Perché il mare, quando si scatena, lo vedi arrivare.
Il silenzio no.
Dalle macerie, però, la gente riemerge. A mani nude.
Con la forza che nasce dal dolore di chi ha perso una casa, e insieme il ricordo di quel lembo di spiaggia dove un tempo si rideva senza pensieri, con i piedi nell’acqua.
Non è maltempo, questo.
È l’abbandono, ed è un rumore sordo, che spacca più di qualsiasi tempesta.
Qui si ricostruisce così: senza titoli di giornale, senza riflettori puntati addosso.
Si ricostruisce nel silenzio, con le mani infangate e una dignità che non chiede permesso.
Ci si aiuta perché si è persone, prima ancora che cittadini.
E fa pensare, vedere come tutto passi in fretta, come se niente fosse successo davvero.
Resta solo la speranza che questa non diventi l’ennesima tragedia inghiottita dal silenzio. Perché questa è la nostra storia, questa è la nostra terra.
E meritano entrambe di essere ascoltate".










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