Alfio Franco Vinci
La recente grave perturbazione atmosferica, il tifone Harry, sicuramente straordinaria, pur con tutti i disagi conseguenti e gli ingenti danni provocati , ci ha consentito di testare l’organizzazione della protezione civile,anche comunale nelle attività preventive.
La sensazione, a caldo, è che ci siamo meritati un bel 6+, almeno per quanto riguarda gli apparati tecnici, il volontariato ed il coordinamento regionale e nazionale.
Bene anche il decisionismo dei Sindaci che, senza inutili eccessi, hanno puntualmente adempiuto ai loro compiti ,previsti dalla legge, e hanno seguito le indicazioni degli apparati di Protezione civile, regionale e nazionale, in stretto coordinamento con le Prefetture.
Nessuna sbavatura, nessun eccesso di protagonismo, salvo una eccezione in provincia di Messina.
Due Sindaci, dopo aver adottato le ordinanze di chiusura dei rispettivi lungomare, non solo non hanno disposto che l’ordinanza venisse realmente rispettata , con ciò contribuendo al verificarsi di un grave incidente, ma hanno pensato bene di andarsi a fare un selfie e sono stati buttati a terra dalle onde, con ampio risalto sui social.
Il classico caso di :
Rispetto solo formale per scansare la culpa in eligendo;
Mancato accertamento del rispetto delle ordinanze, cadendo nella culpa in vigilando;
Violazione dell’ art 50 , punto 11, del regolamento delle attività dei Sindaci, combinato disposto con l’art 54 della Costituzione, perché farsi i selfie in luogo da essi stessi vietato,non corrisponde certo al dettato di esercitare le funzioni con disciplina ed onore.
Per soddisfare il proprio narcisistico esibizionismo, si sono trasformati in cattivi maestri; proprio quello di cui non avvertiamo il bisogno, perché ne abbiamo fin troppi.
Torna alla mente un antico quesito: "Qui custodiet CUSTODES ipsos?










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