Ecco la lettera dell'Associazione Aiace a firma dell'avvocato Giuseppe Gullotta indirizzata al Prefetto di Catania, al Presidente della Regione Siciliana e agli agli assessorati al Territorio e Ambiente e ai Servizi di Pubblica utilità.
Al Presidente della Regione Siciliana On. Renato Schifani Palermo
All'Assessore Regionale del Territorio e dell'Ambiente e all'Assessorato dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità (Dipartimento Acqua e Rifiuti)
e p.c. S.E. il Prefetto di Catania
In nome e per conto dell'Associazione Consumatori AIACE, nella persona dello scrivente Avv. Giuseppe Gullotta, in qualità di delegato e componente del Consiglio Nazionale dell’Associazione AIACE di Bronte, si rassegna quanto segue nell'interesse della cittadinanza e degli utenti coinvolti.
Premesso che:
Dalla data del 23 novembre scorso, in Contrada Fitene (territorio di Bronte), la condotta denominata “Maniace”, gestita dalla società Acoset S.p.A., è interessata da gravissime perdite idriche. Ad oggi, si stima che circa 4 milioni di litri di acqua potabile siano andati dispersi nel sottosuolo.
La suddetta condotta è l'arteria vitale che serve tutta la zona a valle, comprendente le aree ad altissima vocazione agricola denominate ScaraVecchia, Barrili e zone limitrofe. La perdita “a monte” determina una sistematica penuria d’acqua “a valle”, rendendo il servizio erogato da Acoset del tutto inesistente o gravemente insufficiente.
Tale carenza non colpisce soltanto i proprietari durante il periodo della raccolta del pistacchio, ma arreca un danno incalcolabile ai numerosi residenti che abitano tali zone tutto l'anno. Questi cittadini sono costretti a subire l’umiliazione di pagare bollette per un servizio non reso.
Considerato che:
In questo scenario di palese inefficienza, Acoset S.p.A. ha aggiunto al danno la beffa, inviando comunicazioni pretestuose ai cittadini di Bronte. In tali note, si minaccia la chiusura dei contatori ipotizzando un uso improprio dell’acqua per l’irrigazione dei pistacchieti. Si tratta di una solenne "panzana" tecnica: è noto a chiunque abbia rudimenti di agronomia che il pistacchio di Bronte è una pianta "seccagna" che non necessita di irrigazione.
Ma vi è di più: dai registri di lettura dei contatori emerge chiaramente che l’acqua non viene affatto erogata. È dunque logicamente e fisicamente impossibile "irrigare" con un flusso idrico inesistente.
Denunciamo con forza:
La discriminazione territoriale: Il sospetto, suffragato dai fatti, è che tali azioni intimidatorie siano rivolte esclusivamente ai cittadini di Bronte in quanto comune non consorziato che gestisce il servizio in economia. Ci chiediamo se identici controlli e minacce di distacco siano stati inoltrati ai residenti degli altri 22 comuni consorziati.
La violazione dei diritti del consumatore: Gli utenti di Bronte sono classificati come "cittadini di serie B".
Tutto ciò premesso e considerato, l'Associazione AIACE, per tramite dello scrivente legale, CHIEDE:
L'intervento immediato e ispettivo della Presidenza della Regione e degli Assessorati competenti affinché Acoset proceda alla riparazione immediata della condotta "Maniace", ponendo fine allo spreco criminale di acqua potabile.
L'annullamento in autotutela di ogni provvedimento di sospensione del servizio basato sulle pretestuose accuse di irrigazione impropria.
Il ripristino immediato della parità di trattamento tra i cittadini di Bronte e quelli dei comuni consorziati.
Con osservanza,
Avv. Giuseppe Gullotta Delegato Associazione Consumatori AIACE Componente Consiglio Nazionale AIACE Bronte


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