
Nel 2026 l’orizzonte sportivo di Catania è quanto meno complesso ed irto di ostacoli. Vediamo il perché.
Nel calderone di parecchi appalti di vario genere per la realizzazione di interi progetti, progetti di
infrastrutture e completamento definitivo del campo di rugby al Villaggio Santa Maria Goretti si deve
cercare una soluzione chiara e lineare per poter ottenere il massimo nel corso dei primi sette mesi
dell’anno.
Ecco la situazione. Primo: mega progetto del Palanesima! La situazione non è facile, perché i
lavori sono cominciati a rilento (come sempre…), tanto che l’ex assessore allo Sport Sergio Parisi aveva
dichiarato che il suo unico cruccio nel lasciare l’assessorato era quello di non poter seguire da vicino tutti i
complessi lavori che si stanno effettuando lungo il tratto ferroviario della ex Circumetnea. Parisi ha
perfettamente ragione. Occorre seguire tutti i lavori molto da vicino, perché ancora non si conosce
perfettamente il progetto finale.
Proprio stamani il sindaco Trantino con un gruppo di tecnici effettuerà un sopralluogo a Nesima, nel cantiere della nascente cittadella universitaria.
Un altro grandissimo problema è il completamento dello stadio di rugby “Benito Paolone”, un tempio dello
sport abbandonato da molti anni, tanto che la società sportiva “ Amatori Catania” ha gettato la spugna,
dopo i grandissimi successi negli anni Sessanta e Settanta (vero Arancio?): ora ci gioca il Football Americano.
La via Fontanarossa era il crogiuolo di amori sportivi senza fine: campo di calcio “Fontanarossa” con la Massiminiana dal 1958 fino alla Palestro nel 2010; campo Zia Lisa tenuto come un prezioso gioiello da padre Musumeci nel 1965, poi ceduto alla Pollo d’Oro di Barbagallo, Morgia e Verderame; e alla Don Bosco Barriera di Cirino e Turi Ragusa; il campo “Aeronautica Militare” all’interno degli alloggi degli ufficiali (!); ed infine il <Grande
Tempio> di Turi Giammellaro , allenatore di serie A con la palla ovale, che il presidente Angelo Massimino
definiva “…un pallone sgorbio, storto…”. Chi non ricorda tutto questo?
Tiremm innanz, come direbbero in Friuli: distrutto completamente il campo “Fontanarossa” (per farne un
posteggio…) adesso bisogna ristrutturare il campo “Zia Lisa”. Qui l’appalto è stato già assegnato per
(dicono…) ben 400.000 euro e i lavori potrebbero cominciare già in estate; mentre il campo Paratore alla
Barriera, in aprile il campo sarà chiuso. A proposito del “Paratore”: molto importante è la ricostruzione
della mura nord-est, perché si rischia il crollo con gli acquazzoni o un piccolo sisma: le panchine dei
giocatori e dei dirigenti sono proprio sotto queste mura. Trattasi di lavoro in cemento armato da
consolidare.
Bene. Altri due campi di calcio sono da revisionare e riportarli in vita: il campo Monte Po, da due anni
chiuso senza alcun motivo, e quello “IV Novembre”, costato tre miliardi di vecchie lire negli anni Ottanta
e oggi riservato solo al soft-ball. Perché qualche dirigente del Comune non va a controllare i due impianti
sportivi ed aggiungerli al Patrimonio della nostra città? Perché non rivalutare al cento per cento
l’impiantistica con poca spesa e favorire i bambini di Monte Po e di San Berillo Nuovo?
Catania potrebbe essere la “capitale” dello sport, visto che già si punta a diventare la capitale della Cultura nel 2028.
Rimaniamo in attesa della nomina del nuovo assessore allo Sport perché il lavoro da svolgere è enorme e
decisivo per tutto il 2026! Speriamo bene…










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