Il pensiero dello storico attaccante del Catania su Toscano, la stagione attuale, la sua carriera da allenatore (da e il calcio di ieri e di oggi.
Come vedi il Catania di quest’anno?
“Quest’anno è stato fatto un grande lavoro, ci sono almeno 12/13 elementi validi in una rosa competitiva, ed è un bene perché possono esserci cali fisici o infortuni, dispiace per quelli avvenuti nel clou della stagione. Faccio a tutti un augurio di buona guarigione.”
In merito a questo cosa ne pensi della questione Cicerelli? Pensi che Bruzzaniti possa sostituirlo alla fine della stagione?
“Io non credo che Porro difensore del latina sia entrato con l’intento di rompere… sicuramente è andato con tanto agonismo, alla fine dei conti dispiace che nel momento migliore del nostro giocatore più forte sia successo questo. Gli auguro di tornare a quei livelli molto presto. Bruzzaniti ha iniziato benissimo la stagione, meritatamente capocannoniere del girone b, certo, fare i gol al Pineto e farli al Catania, con 20 mila tifosi in casa e 2000 in trasferta non è lo stesso, ma se sei forte i gol li fai ovunque”.
Ti convince la guida di Toscano?
“Credo che al mister non si possa dire nulla, 5 promozioni non si fanno per caso, a prescindere dall’essere secondi o primi sta facendo bene il suo lavoro e capita di non vincere tutte le partite, ricordiamoci che dall’altro lato del campo ci sono sempre 11 ragazzi pronti a dare tutto per non perdere contro il Catania. Ogni allenatore ha il suo credo e il suo modo di lavorare, la sua storia gli dà ragione.”
In vista di Italia – Irlanda del Nord valida per le qualificazioni mondiali, tu che questa partita l’hai giocata al tuo esordio in azzurro, pensi anche tu come molti che il problema della nazionale sia la mancanza di giocatori che puntano l’uomo?
"È un tema, in Serie A di italiani sono pochi, mi vengono in mente Politano e Berardi, il problema credo sia nei settori giovanili, in cui gli allenatori pensano a vincere il più possibile limitando l’estro dei calciatori e le giocate individuali, che possono essere esagerate ma sono fondamentali nella crescita del giocatore. A proposito di questo, in quella partita ho fatto assist a Giuseppe Rossi, un peccato che la sua carriera sia stata stroncata da vari infortuni, era un calciatore straordinario, un 9 che saltava l’uomo e provava giocate senza farsi problemi, e poi era il primo a inseguire il difensore in caso di errore.”
Dei giocatori non italiani, giocatori come Yildiz e Nico Paz saltano l’uomo eccome, che ne pensi?
“Nico Paz è un giocatore meraviglioso, con la palla fa sempre la cosa giusta, mi ricorda Kakà. Ha trovato un allenatore che stimo molto ed è diverso dalla maggioranza degli allenatori del nostro calcio, Fabregas ama far divertire la gente e fa girare la squadra a meraviglia.”
Oltre a Fabregas quali sono gli allenatori che ti piace guardare?
“Sono molto per i giovani, ti cito quelli che conosco: Raffaele (Palladino) sta facendo benissimo, per non parlare di Roberto (De Zerbi), già da quando giocava era interessato alle questioni tattiche, si informava e sapeva sempre dove posizionarsi in campo. Ha già dimostrato il suo grande valore, mi piacerebbe vederlo in un top club in cui può giocare per qualcosa di importante. Anche Pisacane, a cui faccio gli auguri a lui e alla famiglia per i recenti fatti di cronaca, viene dalla primavera e sta facendo ottime cose a Cagliari. Nulla togliendo agli “anzianotti” che hanno vinto tutto, ma i nuovi allenatori possono portare idee innovative per farci divertire.”
Un attaccante in attività in cui ti rivedi?
“Non saprei, guardo poco questo calcio, mi appassiona di meno rispetto ai tempi in cui ho giocato e vedevo più dribbling, gol e belle giocate. Oggi è tutto costruito come se fosse la playstation e manca l’inventiva. I giocatori mi sembrano robotici, dal martedì al sabato fanno il loro dovere ma sempre tutto dettato alla tattica. Yamal è una piacevole eccezione, ogni tanto esagera però fa bene ad esprimersi liberamente.”
Quali giocatori della tua epoca invece ti regalavano queste emozioni?
“Il calcio italiano è stato padrone per 30 anni, a partire da Antognoni, Giannini, Baggio, Del Piero, Totti ma guardando anche fuori dai top club: Morfeo, Cozza, Miccoli per citarne alcuni. Ne trovavi 1-2 per squadra, e ogni volta che accendevi la televisione era un piacere. Un po' si stanno perdendo questi giocatori, ed è un peccato. Ho parlato solo di attaccanti ma il discorso vale anche per gli altri ruoli, mi viene in mente Pirlo e tanti altri.”
Continuando su questo filone, il Catania dei tuoi anni migliori farebbe meglio in questa Serie A?
“Non mi piace fare paragoni, non è rispettoso verso i giocatori di oggi, anche quando giocavo i giocatori di 20 anni prima avrebbero potuto dire lo stesso. Oggi ci sono questi giocatori e ci basiamo su di loro.”
Chi era il più divertente dello spogliatoio rossazzurro?
“Gionatha Spinesi, era uno spasso, bravissima persona con la risposta sempre pronta. Dentro il rettangolo dell’area uno dei più forti, poi non riusciva a fare un 1-2, ma la metteva dentro in qualsiasi modo.”
Cosa vedi nel tuo futuro di allenatore?
“Non ho tutte queste pretese, lo faccio con passione, non mi interessa la categoria poi se è uno è bravo cerca di salire e farsi valere. L’importante è avere la propria identità, cercare di trasmettere ai ragazzi la tua idea e la tua passione. Puoi riuscirci o non riuscirci ma quando hai la coscienza a posto ed elimini l’ego senza dire “io sono questo e quello” puoi fare grandi cose”.










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