Alfio Franco Vinci
L’arresto di Maduro, sedicente presidente del Venuezela, da parte di forze armate statunitensi, sotto mentite spoglie di operazione speciale di polizia all’estero, segna la fine non solo di un regime sanguinario, ma anche della funzione dell’ONU, e forse anche di altre organizzazioni sovranazionali.
Chi si era illuso che le bellicose dichiarazioni di Trump in campagna elettorale fossero mere enunciazioni politiche (specchietti per le allodole), dovrà ricredersi.
Volendo cadenzare;
Sganciamento dell’Europa: FATTO;
Indebolimento della NATO: FATTO
Abbandono della Ucraina (dopo avere ottenuto forniture di armi ( a pagamento) e cessione di terre rare: FATTO
Avvicinamento alla Russia: FATTO;
Intervento militare, spacciata per operazione di polizia all’estero, senza un mandato giudiziario, in Venezuela: FATTO
Ambizioni di prossime annessioni di Stati Sud Americani, mediante operazioni di polizia all’estero, IN LAVORAZIONE ;
Rinnovata preannunciata annessione/ conquista della Groenlandia FATTA ed IN LAVORAZIONE.
Il tutto con buona pace dello Statuto dell’ONU che, fresco del suo ottantesimo compleanno, sembra accingersi a passare la mano alla TRIARCHIA Russia, USA, Cina, che ,com’è ormai di tutta evidenza si stanno dividendo il pianeta Terra.
L’operazione speciale americana in Venezuela, che fa seguito a quella Russa in Ucraina, ed è prodromica a quella Cinese su Taiwan e non solo, costituisce un sostanziale “ LIBERI TUTTI “ da regole, diritto internazionale, diritti dell’uomo e norme di civile convivenza che ci aiutano a stare insieme “ dal di che nozze tribunali ed are diero alle umane belve d’esser pietose di sé stesse e altrui.
E’ un insieme di guerre di conquista per acquisizione di nuova ricchezza ( petrolio, terre rare, metalli preziosi), o di posizionamenti strategici, perché, nonostante il “ pactum sceleris “ convenuto, i tre nuovi padroni del mondo non si fidano l’uno dell’altro, e agiscono secondo l’antica regola, ignorata dalle opposizioni italiane, “ si vis pacem para bellum”.
Gli Stati Uniti d’America si muovono su due direttrici da poco riscoperte:
La dottrina MONROE di 203 anni fa, che in sintesi enunciava “ l’America agli americani “, cioè tutto il Continente americano agli Stati Uniti d’America;
e la “ REGOLA ROOSVELT” dei primi anni del Novecento, che consisteva nel dotarsi di un grosso bastone ( big stick) prima di qualunque trattativa, e in ultima analisi usare la “ DIPLOMAZIA DELLE CANNONIERE “, per convincere i più riottosi.
Grosso modo ogni cento anni gli USA da un canto si chiudono in difesa ( FIRST AMERICA), dall’altro alzano la voce e non solo ( BIG STICK).
I prossimi passi saranno:
La Groenlandia, da 73 anni appartenente al Regno di Danimarca, quindi membro della NATO, Ed il Canada membro del Commonwealth, il cui capo di Stato è Carlo III d’Inghilterra.
Basterà il big stick?
L’ONU, prima balbettante e ormai afona, sarà capace di occuparsi di qualcosa altro che non sia la striscia di Gaza?
La NATO potrà sussurrare qualcosa al padre fondatore, invitandolo a non diventare il conte Ugolino della situazione?
Gli imbelli europei si decideranno a raddrizzare la schiena?
Il meteo socio politico promette tempesta, ma noi non abbiamo l’ombrello.










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