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Prosegue l'eruzione sull'Etna e nello specifico all'interno della Valle del Bove. L'Istituto di Geofisica e Vulcanologia di Catania conferma che l'eruzione è ancora in corso, con colate sovrapposte nella fascia di valle del Bove compresa tra i 1400 e i 1600 metri ed una “lingua” più avanzata che è arrivata a 1360 metri d'altezza. Alle ore 14 è stato diramato un nuovo comunicato in cui si evidenza un repentino aumento del tremore vulcanico. La copertura nuvolosa rende difficile, attualmente, l'osservazione diretta dei fenomeni in atto.
Il comunicato delle Guide Alpine e Vulcanologiche
"Le guide alpine e vulcanologiche della Sicilia “con profondo rammarico e con alto senso di responsabilità, a seguito delle istanze pervenute dagli iscritti, comunicano con profondo rammarico e con alto senso di responsabilità, la sospensione del servizio di accompagnamento professionale al fronte lavico. La decisione è conseguente all’introduzione di recenti restrizioni che, per modalità di applicazione e contenuti, risultano non concretamente attuabili nella pratica operativa. Tali misure finiscono, di fatto, per annullare il ruolo della guida, svuotandone competenze, funzione e responsabilità professionale riconosciute dalla normativa nazionale e regionale vigente”. È quanto reso noto dal collegio regionale in seguito alle nuove disposizioni della prefettura di Catania, emanate ieri per disciplinare l'accesso al teatro eruttivo, introducendo maggiori misure di sorveglianza ed il divieto di avvicinamento a meno di 200 metri dalla colata.
“La scelta assunta - si legge ancora - è inoltre frutto di una attenta valutazione tecnico-scientifica condotta sulla base delle competenze professionali delle Guide Alpine e Vulcanologiche, dalla quale emerge che il fenomeno vulcanico attualmente in atto non presenta, allo stato attuale, elementi tali da destare particolare preoccupazione in relazione all’avvicinamento al fronte lavico, se svolto con criteri professionali, consapevoli e responsabili. Le Guide Alpine e Vulcanologiche operano da sempre nel pieno rispetto delle regole, della sicurezza delle persone e della tutela dell’ambiente, mettendo a disposizione formazione qualificata, esperienza sul campo e una conoscenza approfondita dei contesti naturali e vulcanici. L’impossibilità di esercitare il proprio ruolo con la necessaria autonomia tecnica e decisionale rende tuttavia il servizio non solo inefficace, ma contrario ai principi fondanti della professione. La sospensione del servizio non rappresenta una rinuncia, bensì un atto di tutela: della dignità professionale delle guide, della sicurezza degli utenti e della correttezza nei confronti del territorio. Continuare ad operare all’interno di un quadro normativo che di fatto nega la figura della guida significherebbe avallare un modello che non garantisce né qualità del servizio né un reale controllo delle attività svolte. Il Collegio Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia auspica che questa presa di posizione possa favorire l’apertura di un confronto serio, costruttivo e tempestivo con le istituzioni competenti, finalizzato all’individuazione di soluzioni equilibrate, realistiche e rispettose delle professionalità coinvolte”.









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