
Mentre nelle comode poltrone dei palazzi dorati cittadini si presentano candidature per “Catania Capitale Italiana della Cultura 2028 ”, a pochi passi, proprio davanti ad un luogo sacro della cultura, la biblioteca “V. Bellini” di via Sangiuliano, si consuma il dramma umano degli “Ultimi”, con le loro drammatiche storie di vita, costretti a vivere per strada, per scelta o per necessità, sotto l’occhio indifferente di quella borghesia cittadina, che ha potenziato le proprie conquiste sociali, forse anche a loro discapito.
Questo è lo spettacolo, che purtroppo, loro malgrado, sono costretti a mostrare, queste fragili persone senza fissa dimora, agli ignari cittadini e turisti che transitano dal centro storico; un rifugio di fortuna per dormire la notte, da dove arriva purtroppo, anche un odore sgradevole che non è difficile immaginarne i motivi.
Tante le associazioni sul territorio, che soprattutto la notte si occupano di loro,
offrendo un aiuto concreto e gratuito, fornendo spesso pasti, compagnia e supporto nelle attività quotidiane, ma non servizi pubblici continuativi, agendo in regime di solidarietà.
A Catania, purtroppo, i dormitori pubblici veri e propri sono quasi inesistenti ed in molti lamentano la mancanza di soluzioni strutturali, l'inadeguatezza dei servizi sociali e la gestione emergenziale dell'accoglienza, chiedendo risposte concrete e dignitose all’amministrazione, mentre la solidarietà (e meno male) si manifesta attraverso la mobilitazione di queste realtà che cercano di supplire alle carenze istituzionali e sensibilizzare l'opinione pubblica.
Quindi ben vengano le candidature, ma il Comune di Catania, non abbandoni gli “Ultimi”, soprattutto in questo periodo.









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