.jpeg)
Nel cuore di Picanello, in via Wrzi 120, a Catania, una villa liberty con piante secolari ospita il progetto vita 21, nato nel 2012 come associazione tra famiglie di soggetti affetti da sindrome di Down e che oggi sostiene nuclei familiari con qualsiasi disabilità.
La storia di questa casa nasce già nel segno della solidarietà: la famiglia Capodanno, proprietaria della casa, negli Anni 70 adotta Toti, un bambino abbandonato in ospedale poiché affetto da una malformazione cerebrale. A lui viene intestata la villa, che per molti anni viene data in comodato d'uso all'associazione umanitaria "Papa Giovanni XXIII "dedita all'assistenza di ragazzi disabili.
Proprio un anno fa, coordinata dal presidente Gianluca Marletta e dalla vicepresidente Annamaria Ippolito nasce casa 21, con l'obiettivo di promuovere, nel calore di una casa, servizi di riabilitazione anche oltre la sindrome di down. Grazie a progetti mirati e specifici, si punta infatti alla autonomia e alla autostima dei ragazzi. Tra le varie proposte il "work to walk” si propone attraverso " giochi cognitivi" di insegnare la cooperazione con gli altri in ambito lavorativo. Qualche mese fa, uno di loro ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato da zara. Altra iniziativa è "liberi di” in cui si impara ad organizzare una vacanza che quest'estate, con il supporto degli scout e della psicologa si è tenuta in Umbria.
La vacanza ha avuto molto successo poiché spesso, al termine della frequenza scolastica i ragazzi rimangono in casa con i genitori, a volte anche anziani, e questa realtà gli ha consentito di aprirsi al mondo sociale più facilmente.
Casa 21 viene supportata dalla generosità di benefattori e nel periodo pasquale è stata al centro di un episodio molto peculiare. A causa di un furto erano stati sottratti elettrodomestici e prodotti dolciari destinati a una raccolta fondi. L'eco mediatico è stato talmente forte da sensibilizzare oltre ad alcune aziende prestigiose che hanno donato il sistema di allarme e tutti i dispositivi rubati, anche i rapinatori che hanno recapitato i prodotti alimentari sottratti, accompagnati da biglietto in cui si leggeva" Siamo ladri, ma non cattivi" firmato Arsenio Lupin.










.png)
.jpeg)

















.jpeg)
