Il Catania delude. Il Catania dell prime tre giornate si è smarrito. Al Massimino contro il non trascendentale Sorrento, finisce 0-0 con un Catania prevedibile e mai realmente pericoloso.
E se Toscano (espulso dall'arbitro a gara finita) a fine gara dice che la squadra ha dato tutto, forse c'è qualche problema. La gestione in campo non è parsa delle migliori.
E nessuno puó accampare scuse relativamente alle assenze: il Catania che punta alla promozione diretta deve in tutti i modi cercare di vincere questo genere di partite. Può anche non riuscirci ma deve provarci in tutti i modi: la squadra ha messo in difficoltà i campani solo per una decina di minuti nella ripresa.
E la squadra deve ringraziare il portiere Dini che ha neutralizzato un rigore a D'Ursi alle fine del primo tempo.
Ora due trasferte toste: mercoledì il Trapani e domenica il Cerignola.
La partita? Inizio propositivo per un Catania alla ricerca di riscatto dopo Cosenza, il Sorrento è chiuso nella sua metà campo e Di Tacchio, tornato titolare, pressa la gestione di Harrasser rischiando di segnare dal rimpallo, il Catania continua a spingere senza trovare la trama giusta e la partita rimane chiusa a centrocampo, è ancora il capitano Di Tacchio a infiammare lo stadio, con una rovesciata parata dal portiere, al minuto 23.
Continua l’assedio con un tiro ravvicinato di Jimenez, respinto dal portiere avversario, azione che nasce dal pressing degli attaccanti rossoazzurri sulla costruzione difensiva del Sorrento, aspetto importante per ogni gara casalinga.
Altra bella giocata di Jimenez al minuto 32, che col tacco, come contro la Cavese, serve Forte che strozza il tiro, pressato dalla difesa.
Al 41’ D’ursi si autolancia e la difesa del Catania è troppo alta, l’attaccante è solo davanti a Dini che lo ostacola ed è calcio di rigore, neutralizzato ancora una volta dal portiere rossoazzurro.
Ricomincia il secondo tempo e continuano le occasioni del Catania, Forte stacca a pochi passi dalla porta e la palla va al lato di poco.
Al minuto 62 il subentrato Lunetta si guadagna una punizione al limite e sulla respinta della barriera si salva nuovamente il Sorrento con l’intervento sulla linea.
Ci sono state altre occasioni come queste, ma ormai sarebbe inutile citarle, il copione della partita sembrava scritto, Catania che attacca senza concludere, Sorrento solido difensivamente e 1 punto per i rossoazzurri che suona più come una sconfitta che come una vittoria, vista la bassa classifica dell’avversario.
A ciò si somma lo spavento di tutto il massimino quando su un calcio di punizione al limite (evitabile per la difesa del Catania) viene effettuata la revisione al Fvs per calcio di rigore, il secondo, del sorrento, poi negato.
Più che sfortuna è mancato spirito offensivo per Toscano , che contro un sorrento chiuso in difesa poteva azzardare di più con gli attaccanti in campo, che comunque non hanno trovato soluzioni efficaci nonostante i numerosi minuti passati nella metà campo avversaria.
Catania (3-4-2-1): Dini(ammonito), Ierardi, Di Gennaro, Pieraccini; Casasola (Raimo) , Quaini, Di Tacchio(Corbari) Celli, K. Jimenez (Lunetta) ,Cicerelli; Forte( Stoppa).
All. Toscano.
Sorrento (3-5-2): Harrasser; Di Somma, F. Fusco, Carillo (Solcia), Piras, Cangianiello (Santini), Franco (Matera), Cuccurullo, Colombini (Crecco) ; D’Ursi, Sabbatani (Plescia).
All. Conte.
Note: spettatori 17 mila circa. Abbonamenti: 12.080. Biglietti: 4.706










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