Oggi nella sede dell’Oda si è tenuta la conferenza stampa tra i giornalisti e le due figure di riferimento dell'istituto: Il presidente del cda avv. Filippo Landi e l’arcivescovo monsignor Luigi Renna.
Il tema principale era chiarire l’origine del debito: a quanto ammontasse e quali sono le soluzioni per pagare gli arretrati dei dipendenti.
Nella sede di via San Nullo, era presente fra gli altri la mamma di un utente, Annamaria, che commuovendosi, ha ringraziato tutti i dipendenti per il lavoro che continuano a svolgere, nonostante i mancati pagamenti e l’inevitabile riduzione del personale; la signora Annamaria ha chiesto semplicemente risposte per un’associazione che frequenta da 25 anni.
L’Oda che conta circa 1500 pazienti e circa 350 dipendenti, trova alcune risposte nelle parole dell'arcivescovo Luigi Renna, che dopo una discussione animata coi rappresentanti dei sindacati, dichiara che si affiderà la gestione del ramo sanitario dell’Oda a nuovi acquirenti: che per 12 mesi prenderebbero il controllo per risanare la situazione finanziaria, che come confermato da Landi, ammonta ad un debito di 53 milioni.
Oda è uscita da pochi mesi da un periodo di commissariamento, durato otto anni, resosi necessario per affrontare una pesante eredità debitoria del passato. Il Consiglio di amministrazione, insediatosi lo scorso giugno, ha promosso un piano subito straordinario per assicurare all’ODA, in un orizzonte temporale a breve, il superamento delle attuali criticità finanziarie.
Il bando verrà pubblicato entro 10 giorni e Landi insieme al cda assicureranno di scegliere imprenditori con capitale sufficiente per risanare il debito, confermando che nei contratti dei dipendenti attuali non cambierà una virgola.
A tal proposito entro pochi giorni dovrebbe arrivare ai dipendenti una mensilità, e questa ipotetica nuova proprietà garantirà entro dicembre di pagare tutti gli stipendi arretrati.
Sulle cause di questo buco finanziario potremmo anche farci un’idea, anche attraverso le parole dell’arcivescovo Renna, che ricorda come la carità e il management siano due cose diverse: riportando alla memoria le origini dell’Oda e tutti gli errori puramente imprenditoriali e di gestione di alcuni preti, in passato.
Non a caso ci ritroviamo con 3 strutture attive dell’Oda, su 16 che possedeva, con le restanti 13 rimaste inattive proprio perché alcune non strettamente legate all’aiuto dei disabili come parchi e case di formazione. Strutture che hanno sicuramente influito nella nascita del debito, oltre, stando sempre alle parole dell’arcivescovo, l’aumento dei contratti dei dipendenti del 16% avvenuto nel 2021 alla quale la Regione non è mai stata al passo, aumentando il rosso del bilancio anno dopo anno.
“Voglio rassicurare i dipendenti e le famiglie dei nostri ospiti che nulla cambierà: e ne usciremo uniti”, queste le rassicurazioni dell’arcivescovo.
Attendiamo ora la pubblicazione del bando ma soprattutto i primi pagamenti ai “veri eroi” di questa storia, come definiti da Renna, cioè i dipendenti.










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