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Ciao FABIO
Non voglio cadere nella retorica. Ti arrabbieresti di sicuro caro Fabio. E allora mi piace e ci piace a noi di SicraPress ricordare con il sorriso sulle labbra le tue incursioni in redazione, per parlare del Catania, del tuo Catania (mi ricordavi ogni tanto che avevi giocato nelle giovanili del Catania, sul finire degli negli Anni Sessanta), che spesso ti faceva saltare i nervi; indimenticabili le tue ospitate nello studio di Salastampa come puntuale e impeccabile opinionista, ospitate caratterizzate dalle tue lucide analisi. E come t'incazzavi quando la difesa rossazzurra beccava gol nonostante fosse piazzata (male), quasi ti disperavi, chiedendo alla regia di vedere e rivedere una, due, tre, quattro volte la stessa azione; risuonano ancora in redazione le tue risate prima di andare in onda; significative le tue pause e i tuoi sguardi e poi, finita la diretta di Salastampa, puntualmente eri pronto a svelare retroscena su situazioni imbarazzanti di personaggi politici più o meno conosciuti in città, oltre ai misteri inspiegabili della nostra città, qualche retroscena, sapevi sempre tutto e lo commentavi con il tuo proverbiale garbo, perché non ti sfuggiva nulla. Osservatore attento.
Fabio, sei stato sempre un uomo innamorato della vita e disponibile a investire sul futuro: quante volte mi hai detto “Umberto, perché non facciamo una trasmissione anche in radio? E in tv potremmo inventare una piccola rubrica di medicina, magari con una trasmissione sul benessere fisico e mentale…”. Io annuivo, ma ti sussurravo: “Fabio sarebbe interessante, ma dove lo troviamo il tempo…”.
Quante idee, quanti progetti, quanto entusiasmo ogni volta che ci vedevamo. Ammettiamolo Fabio, avevamo una bella intesa. E poi quelle immancabili telefonate fra il primo e il secondo tempo delle partite in trasferta del Catania; Fabio forse non te l'ho mai detto apertamente ma te lo confesso: eri l'unico a fotografare in poche parole le situazioni del campo (a favore o a sfavore, non importa), spesso anticipandomi cosa sarebbe potuto accadere nella ripresa.
Quanti momenti trascorsi insieme, Fabio, momenti mai banali: quante cose irripetibili ci siamo detti, un'intesa la nostra nata quando eri il presidente della Rainbow Catania di basket donne, orgoglioso del percorso di tua figlia Marzia, oltre che del resto della squadra, della tua ambiziosa creatura. Unico cruccio? Un campo, uno straccio di palazzetto dove far allenare e giocare la Rainbow.
Mai una parola fuori posto, anche durante le pause pubblicitarie. Non trascurabili televisivamente parlando i confronti in studio con il vulcanico Mario Conti: quanta spontaneità. Confronti serrati ma sempre corretti anche con l'altro opinionista di lungo corso come Giovanni Zappalà.
E non dimentico la luce nei tuoi occhi quando mi parlavi dei tuoi figli, Marzia, Claudia, Guido, Emilia e Guglielmo, del loro percorso di vita, dei risultati raggiunti: cambiavi l'espressione del volto, sprizzavi segnali inequivocabili d'amore per la tua famiglia (sottolineavi sorridendo la pazienza di Francesca, di tua moglie).
E poi sovente mi accennavi ai progetti ambiziosi per la Tenuta Sciarelle a Viagrande, per le Tenute Mannino. E spesso ci parlavi anche dell'agriturismo gestito dalle tue figlie (Le case di Sant'Andrea) a Buccheri.
Mai rassegnato Fabio, sei sempre stato lungimirante e a non nascondere la verità - anche quella scomoda - e a metterci la faccia: non ti fermavi mai e mi chiedevo spesso dove trovavi tanta energia e tanto vigore a 76 anni. Viaggiavi spesso per lavoro (imprenditore farmaceutico conosciuto e apprezzato in tutta Italia), spostandoti in poche ore da una parte all'altra dello Stivale, come se nulla fosse, da serio professionista. In mezzo a tanti impegni avevi dato la tua disponibilità a diventare presidente del Rotary di Viagrande: ma non hai fatto in tempo a partecipare all'atteso passaggio di campana.
L'ultima volta che ci siamo incontrati è stato a metà giugno all'Esagono Beach Club per la trasmissione l'Informazione Raccontata: una foto ci ritrae sorridenti e soddisfatti davanti a un invitante spritz. Abbiamo parlato di medicina, di integratori, accennato alla politica e, immancabilmente, chiosato sul Catania e dei timidi passi di mercato.
Solo un male incurabile ti ha sconfitto in poco più di un mese anche se per noi di SicraPress tutto questo sembra inverosimile. E forse insieme a Lucy Gullotta e alla redazione tutta, realizzeremo purtroppo che non si tratta di un incubo: sì, verosimilmente ci renderemo conto che non è un brutto sogno solo alla prima puntata di Salastampa, quando non ti vedremo in studio e quella poltrona resterà maledettamente e tristemente vuota…
Ciao FABIO
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