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Questa la lettera che Medisan (Poliambulatorio, a Catania) attraverso la dott.ssa Francesca Maria Mirisciotti e il dott. Cristian Fioriglio, ha indirizzato ai vertici regionali della Sanità oltre che al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al Codacons.
Si tratta di una proposta di collaborazione in ausilio alla sanità pubblica di Catania, ai fini dell’abbattimento delle liste di attesa
Il Ministero della Salute italiano ha emanato diverse note e direttive per la gestione delle liste d'attesa nel Servizio Sanitario Nazionale che mirano a garantire l'accesso alle prestazioni sanitarie entro tempi massimi stabiliti, riducendo i disagi per i cittadini.
Visto che le liste d'attesa sono gestite a livello regionale, con piani specifici che definiscono le classi di priorità e i tempi massimi di attesa per ogni prestazione. Visto che il SSN è stato instituito in Italia nel 1978, con la legge 833, e che la stessa dettava i princìpi relativi alle prestazioni sanitarie affinché fossero estese a tutta la popolazione, affidando l’erogazione dei servizi del SSN mediante: le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), le Aziende Ospedaliere, nonché le strutture private accreditate”.
Tutti questi soggetti erogatori “dovrebbero” garantire la fruizione da parte di tutti i cittadini e i residenti a qualsivoglia titolo dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Visto che il nuovo PNGLA 2025-2027 disponibile sul sito del Ministero, contiene le disposizioni dettagliate per la gestione delle liste di attesa.
Considerato che nel PNGLA 2025-2027 (La base su cui opera il Ssn in tema di liste di attesa è il Piano Nazionale di Governo delle Liste di attesa) è chiaramente definito che, nel caso in cui la prestazione di primo accesso non sia garantita nei tempi massimi di attesa, secondo la classe di priorità indicata, l'Azienda sanitaria di appartenenza del paziente attiva un percorso di presa in carico per soddisfare la richiesta del cittadino. Considerato che i “percorsi di tutela” rappresentano una modalità per accedere ad una quota di offerta di prestazioni straordinaria che viene attivata solo a fronte di criticità e che per tale ragione le direzioni generali aziendali hanno la possibilità di acquistare delle prestazioni dal professionista erogate in regime libero professionale. In tale caso il servizio sanitario nazionale può sostenere esclusivamente il costo corrispondente al costo della tariffa nazionale vigente per la prestazione interessata.
Visto che nel Piano Strategico del Ministero della salute è contemplato che è possibile annoverare il ricorso ad accordi con le Aziende Ospedaliere e i privati accreditati che insistono nell'ambito di garanzia e non solo ma anche attraverso le strutture sanitarie private e autonome, quindi non accreditati e non convenzionati, ma che per quest'ultimi casi, è da escludersi tassativamente che il rimborso di somme relative all'erogazione di prestazioni in Libera Professione presso strutture private, avvenga a posteriori (ossia a prestazione già eseguita) bensì successivamente aver dimostrato che il paziente te abbia fatto il possibile (dimostrandolo con ricetta e prenotazione CUP) ad ottenere la prestazione tramite il SSN, in quanto non è possibile per l'azienda effettuare ex post le opportune verifiche. Visto che nonostante la Regione Siciliana abbia stanziato fondi e stia implementando piani operativi per ridurre i tempi di attesa, la situazione attuale rimane complessa. Infatti, basti pensare che a giugno, si contavano oltre 85.000 siciliani in attesa di cure, di cui 30.000 per ricoveri e 55.000 per visite diagnostiche. Considerato che tale condizione riveste significato di emergenza alla stregua dell’emergenza pandemia da COVID-19, che per gli stessi motivi di urgenza e necessità la Regione Siciliana, giustamente provvedeva con Nota dell’Assessorato della Salute Regione Siciliana, D.A. n. 280/2020 del 03.04.2020
"Integrazione al D.A. n. 266 del 27 marzo, inerente individuazione dei laboratori autorizzati al processo di analisi tamponi molecolari orofaringei volte alle attività necessarie in relazione all'Emergenza Coronavirus (SARS Co-2), ai sensi del D.A. n. 248 del 23.03.2020" Prot./Serv.8/n.16996 del 3 Aprile 2020 Dipartimento Regionale per la Pianificazione Strategica, a coinvolgere ed inserire a supporto della sanità pubblica, ed esclusivamente fino a cessata esigenza, le strutture laboratoristiche "private-private" ( cioè non accreditate non convenzionate bensì autorizzate per quelle branche specialistiche che vengono eseguite al pari delle strutture accreditate e convenzionate), come la scrivente Medisan di Catania. Considerata la urgente necessità di potenziare ulteriormente l'offerta per garantire l'esecuzione delle prestazioni diagnostiche e interventistiche nei tempi necessari sul singolo paziente oltre che assumere provvedimenti a tutela della collettività. Visto che l’ultimo report delle liste di attesa a Catania, pubblicato e aggiornato al 18/06/2025 (vedasi https://www.aspct.it/trasparenza/details.aspx?contentID=1256), evidenzia una condizione catastrofica e assolutamente inaccettabile per la sanità, e nella fattispecie per gli abitati di Catania e provincia, infatti, se volessimo prendere in esame alcune prestazioni sanitarie nel territorio ASP di Catania e provincia possiamo oggettivamente appurare che per una semplice visita gastroenterologica il tempo di attesa dalla prenotazione è di 428 giorni, per una colonscopia il tempo di attesa dalla prenotazione è di 466 giorni, il tempo di attesa dalla prenotazione è di 428 giorni; per una esofagogastroduodenoscopia (gastroscopia) il tempo di attesa dalla prenotazione è di 407 giorni, per una mammografia il tempo di attesa dalla prenotazione è di 535 giorni, per una ecocolordoppler degli arti inferiori arterioso e/o venoso a riposo e dopo prova fisica, il tempo di attesa dalla prenotazione è di 339 giorni, per una RM del rachide dorsale non associabile a RM della colonna in toto è di 432 giorni, per una visita pneumologica il tempo di attesa dalla prenotazione è di 220 giorni, etc…
Considerato che nonostante gli strumenti messi a disposizione dal Ministero della Salute e precisamente i cd. Percorsi di Tutela sopra citati (vedi. PNGLA 2025-2027), in cui anche le strutture sanitarie “private-private” (non convenzionate e non accreditate) possono erogare la prestazione a garanzia dei tempi di erogazione di prestazioni urgente on garantite dall’ASP e da altre strutture pubbliche/convenzionate/accreditate, l’ASP di Catania con delibera N.77 del 22 gennaio 2025, limita al paziente l’attivazione dei percorsi di tutela solo se sceglie una struttura privata ma accreditata oppure intramoenia. Assolutamente assurdo e fuori da ogni criterio costituzionale e normativo ministeriale, peraltro, in atto (https://www.aspct.it/azienda/dipartimenti/dipartimentisanitari/dipartimento-delle-attivit-territoriali-integrazione-ospedal/prenotazioni/all/allega-aspctdelibere-2025-01-77-164719493.pdf ).
A tal proposito è giusto rendere edotto sia il Sig. Pres.te della Regione Siciliana che la Sig.ra Assessore della Salute, che ben n.12 pazienti circa che hanno seguito a Catania la procedura di attivazione per i cd. Percorsi di tutela, attraverso l’ausilio della segreteria Medisan quale punto “Info Point Codacons”, ad oggi, a distanza di molti mesi dalla prestazione e dalla loro richiesta di rimborso non hanno ricevuto neanche un euro, in quanto a dire dell’ASP l’essersi rivolti ad una struttura privataprivata, dopo che il resto delle alternative con erano state provate e dimostrate impossibilitate ad erogare la prestazione nei tempi di cui alla richiesta, non è consentito.
A tal proposito a tutela e supporto dei pazienti indigenti veniva sollecitata l’ASP di Catania e poi diffidata a pagare, ma a tali PEC inviate (ved. PEC inviata alla Direzione ASP di Catania in data 20/02/2025 e PEC inviata all’UOC Economico Finanziario e Patrimoniale dell’ASP di Catania in data 24/02/2025) non ha mai riposto né con eventuali dinieghi e apertura di procedimenti amm.vi né con altre modalità. Silenzio inadempimento, classico per quelle P.A. che sono sicure di essere al di sopra di tutti, anche di cittadini malati e indigenti che per curarsi spesso arrivano dal privato con soldi prestati. Ritenuto che non può che costituire interesse dell'Amministrazione Regionale anche nell'interesse pubblico, la impellente necessità di reperire un maggior numero di strutture sanitarie sul territorio, individuando quelle che già sono autorizzate per le branche specialistiche più impellenti all'abbattimento delle liste di attesa, e che peraltro sono in possesso dei requisiti tecnici e che sono già attive a reperire pazienti nell'immediatezza specialmente per le strutture che erogano le prestazioni sanitarie maggiormente sofferenti quali: -Endoscopia digestiva -Chirurgia ambulatoriale -Chirurgia in Day Surgery -Pneumologia -Angiologia -Oculistica -Ortopedia -Cardiologia -Radiologia -Etc... Considerato che non può che essere oggetto di coinvolgimento l’avvento della sanità” integrativa” ossia quella sanità' privata autonoma cd. "Privata-Privata" che ha trovato spazio nelle difficoltà di gestione del SSR/SSN, nelle difficoltà di gestione delle strutture convenzionate e accreditate, a loro volta condizionate dai diversi contesti economici, sociali, demografici e politici.
Considerata la rottura di ogni forma di coordinamento nazionale della “programmazione sanitaria” che ha favorito una difformità di modelli di SSR spesso divergenti e non equi, non universalistici e di garanzia delle esigibilità dei LEA. Considerato che è assolutamente assodato che le strutture sanitarie private e autonome (private-private) nel loro percorso di autorizzazione volto all'espletamento delle attività cliniche che intendono erogare, sono sottoposte, dalle ASP territoriali, prima dell'ottenimento dell'autorizzazione agli stessi adempimenti normativi sanitari di cui alle strutture accreditate e convenzionate e che pertanto la qualità della prestazione sanitaria è alla stregua delle strutture convenzionate o pubbliche. A comprova della completa garanzia clinica delle prestazioni erogate dalle strutture private autonome di chirurgia Day Surgery (come la Medisan di Catania), si rende noto che per essere autorizzate allo svolgimento dell'attività in questione devono essere in possesso dei requisiti organizzativi e strutturali che sono verificati con le schede di verifica uguali alle strutture ospedaliere e alle strutture accreditate e convenzionate di Day-Surgery.
Tant'è che per l'autorizzazione allo svolgimento dell'attività clinica la procedura viene gestita sia dapprima dall'Assessorato della Regione Siciliana Dipartimento Pianificazione Strategica Ospedaliera che ai fini della verifica dall' Organismo Tecnicamente Accreditante (OTA) dell'Assessorato della Salute. Di conseguenza è pacifico per semplice sillogismo definire che una struttura di Day Surgery Autonoma e Privata è equipollente ad una struttura Day Surgery convenzionata e/o accreditata. Inoltre, a proposito degli accreditamenti, non è che una struttura non vuole accreditarsi, bensì vige un limite sull'aspetto della volontà.
Infatti, l'accreditamento può essere concesso subordinatamente alla rispondenza con la programmazione sanitaria regionale che ne consenta dopo aver ascoltato i pareri di Agenas e del Consiglio Superiore della Sanità. Per i motivi sopra esposti si chiede all' Ill.mo Presidente della Regione Siciliana, On.le Renato Schifani, e all'Assessore della Salute della Regione Siciliana, Dott.ssa Daniela Faraoni, per quanto ad ognuno per le rispettive competenze e connesse valutazioni, di condividere nel più breve tempo possibile, anche in via sperimentale, la possibilità che la Struttura Medisan di Catania, avendone pienamente i requisiti, possa essere integrata fino a cessata esigenza per l’abbattimento delle liste di attesa a lavorare sin da subito in ausilio della Sanità Pubblica territoriale, cosi come già avvenuto nel periodo della pandemia.
A tal proposito si comunica di seguito che la scrivente è autorizzata (privata e autonoma ) per le seguenti branche specialistiche: -Day Surgery di Chirurgia Generale, Urologica, Ginecologica, Plastica ed estetica, Ortopedica e Pediatrica; -Chirurgia Ambulatoriale per tutte le lesioni della cute (dermatologia e chirurgia generale minore); -Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva; -Pneumologia; -Ginecologia; -Reumatologia; -Endocrinologia; -Cardiologia; -Angiologia; -Anestesiologia e Terapia del Dolore; -Dermatologia; -Otorinolaringoiatria; -Pediatria; -Medicina del Lavoro; -Reumatologia; -Medicina del Lavoro; -Citologia; -Laboratorio di base con settori specializzati di biologia molecolare e genetica, chimica clinica tossicologica".
Firmato: dott.ssa Francesca Maria Mirisciotti e dott. Cristian Fioriglio










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