Il Catania non meritava la sconfitta. Certo, nel gioco del calcio ha sempre ragione chi riesce a segnare un gol in più dell'avversario, ma esistono delle eccezioni e quella di questa sera è una di queste. Un Catania vispo, coriaceo, orgoglioso, reduce da 8 risultati utili consecutivi, si arrende al cinismo di un Avellino che consolida la prima posizione in classifica, dimostrando di avere personalità e cifra tecnica, soprattutto con due attaccanti del calibro di Patierno (autore di una doppietta) e di Lescano.
Un inizio di partita che ha illuso gli oltre 18.000 giunti al “Massimino” (5.790 i paganti) col gol dopo soli nove minuti di Lunetta - uno dei giocatori più in forma del momento - salvo poi arrendersi al gran gol di Patierno - il quale stasera ha fatto il buono e il cattivo tempo con continue provocazioni che poteva tranquillamente risparmiarsi - tre minuti più tardi.
Partita mai realmente decollata da quel momento in poi.
Nella ripresa è una gran giocata di Cancellotti sulla destra che decide il match, Patierno ringrazia, siglando la personalissima doppietta. Col passare dei minuti la partita si fa sempre più nervosa, complice un arbitro che non è stato in grado di gestire il match ed un Avellino provocatore dall'inizio alla fine. Ma il Catania non ha mai tirato in porta dopo il vantaggio irpino.
PRIMO TEMPO: Che questa partita potesse essere un incontro ad alta intensità e piena di emozioni, lo si intuisce dall'ingresso in campo delle due squadre, grazie ad una coreografia spettacolare di entrambe le curve del “Massimino” degna dei più grandi palcoscenici calcistici italiani.
L'atmosfera e il clima è quello delle grandi occasioni e questo il Catania lo percepisce, tant'è che a partire forte sono proprio i padroni di casa, che impongono il loro gioco propositivo e che porterà i suoi frutti al 9', quando in una situazione concitata in area di rigore, Gabriel Lunetta è lestissimo a depositare in rete su ribattuta dopo una prima conclusione parata da Iannarilli.
Ma la risposta dell'Avellino non tarda ad arrivare e dopo soli tre minuti Patierno (quasi indisturbato) inventa una parabola imprendibile per Dini: 12 minuti di gioco intensissimi.
Verso il 25' l'intensità cala e le due squadre preferiscono studiarsi senza prendersi alcun rischio.
Questa fase di studio perdura per un quarto d'ora abbondante, prima di rivedere un'occasione da gol: al 41' Raimo prova a sorprendere il portiere con una conclusione dalla distanza, ma Iannarilli è attento e devìa in angolo.
Verranno concessi quattro minuti di recupero, dopo varie fasi di gioco interrotte da infortuni e il primo tempo si chiuderà sul risultato di 1-1.
SECONDO TEMPO: La ripresa vede gli stessi dei primi 45'.
Il gioco non ingrana, ancora fasi di studio da ambo le parti. Ogni tentativo offensivo viene spazzato via dalle rispettive difese, ma ecco che viene fuori il cinismo dell'Avellino: al 61' sulla destra fuga di Cancellotti che salta in velocità Celli (non il migliore in campo) mette in mezzo dove trova Patierno che si fa trovare pronto all'appuntamento con la doppietta.
Massimino ammutolito, ma che ritrova la forza di incitare i propri giocatori con la stessa intensità del primo tempo.
La partita non vede evoluzioni significative praticamente fino alla fine del match: gioco continuamente interrotto da falli e perdite di tempo degne della categoria infima in cui si gioca ed un arbitro col suo operato che lascia molto a desiderare.
Il Catania perde di lucidità e non riesce a scalfire la corazza avellinese nonostante i sei di recupero concessi dal direttore di gara.
Ultimo brivido una punizione di Stoppa a tempo praticamente scaduto, dà l'illusione del gol a tutti i presenti. Delusione fra i tifosi per un Catania che in casa non vince dal 25 gennaio scorso (3-1 al Giugliano).
Catania-Avellino 1-2
RETI: Lunetta 9' ; Patierno 12', 61'
Catania (3-4-2-1): Dini ; Ierardi, Di Gennaro, Celli ; Raimo (Quaini 80'), De Rose (Frisenna 80') , Di Tacchio, Anastasio (Stoppa 69') ; Jimenez (Dalmonte 80'), Lunetta ; De Paoli (Inglese 61').
A disposizione: Farroni ; Butano ; Del Fabro ; Allegretto ; Gega ; Sturaro ; Quaini ; Frisenna ; Forti ; Stoppa ; Dalmonte ; Inglese ; Montalto.
Allenatore: Domenico Toscano
Avellino (4-3-1-2): Iannarilli ; Cancellotti, Rigione, Enrici, Cagnano ; Armellino (Palumbo 74'), Palmiero (Mutanda 90+), Sounas ; D'Ausilio (Russo 34') ; Lescano (Panico 73'), Patierno.
A disposizione: Marson ; Pizzella ; Todisco ; Cionek ; Manzi ; Frascatore ; Tribuzzi ; Palumbo ; Arzillo ; Mutanda Kasongo ; Panico ; Zuberek ; Campanile ; Russo.
Allenatore: Raffaele Biancolino
ARBITRO: Claudio Giuseppe Allegretta (Molfetta)
Assistenti: Luca Landoni (Trento) ; Matteo Taverna (Bergamo)
Quarto ufficiale: Antonio Di Reda (Molfetta)
Ammoniti: Frisenna, Ierardi, Di Tacchio, Toscano (CT) ; Palmiero, Russo, Patierno, Cagnano (AV)
Recupero: 4' ; 6'










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